mercoledì, Agosto 21

Tag: migranti

Risposte solidali per i migranti del Cara di Castelnuovo di Porto

Risposte solidali per i migranti del Cara di Castelnuovo di Porto

Inchieste e Reportage
Dopo le offerte di ospitalità presso le famiglie del posto, porte aperte ai migranti del Cara di Castelnuovo di Porto anche ad Anagni, in provincia di Frosinone. L’imprenditore Francesco Borgomeo ha messo a disposizione la foresteria della sua azienda per dare una mano almeno a una famiglia o a due giovani richiedenti asilo, con la speranza di inserire poi i migranti ospiti nell’azienda, dando così loro un lavoro. Una risposta solidale alla rassegnazione e al dolore che hanno caratterizzato le giornate della scorsa settimana, con le partenze “forzate” dal centro in cui oltre 500 persone vivevano e si erano inserite. Il Cara fa ancora parte del paese, non c’è passante che non sappia indicarlo. Anche chi viene da fuori, nonostante i navigatori portino fuori strada e si rischia di proceder
«Viaggi Disperati». Nel 2018 sei morti al giorno nel Mediterraneo

«Viaggi Disperati». Nel 2018 sei morti al giorno nel Mediterraneo

Sociale
I rifugiati e i migranti che hanno cercato di raggiungere l'Europa traversando il Mar Mediterraneo nel 2018 hanno perso la vita a un ritmo allarmante, mentre i tagli alle operazioni di ricerca e di soccorso hanno consolidato la posizione di questa rotta marittima come la più letale al mondo. Secondo l'ultimo rapporto «Viaggi Disperati», pubblicato oggi dall'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, in media sei persone hanno perso la vita nel Mediterraneo ogni giorno. Si stima che 2.275 persone sarebbero morte o disperse durante la traversata del Mediterraneo nel 2018, nonostante un calo considerevole del numero di quanti hanno raggiunto le coste europee. In totale, sono arrivati 139.300 rifugiati e migranti in Europa, il numero più basso degli ultimi cinque anni. «Salvare v
Le rughe del sorriso. L’intervista a Carmine Abate

Le rughe del sorriso. L’intervista a Carmine Abate

Interviste
Carmine Abate è uno scrittore di etnia arbëreshe nato in Calabria nel 1954 e residente in Trentino. È autore di numerosi racconti, romanzi e saggi incentrati sui temi dei migranti e degli incontri tra le culture. E sulla storia di una giovane somala si basa anche “Le rughe del sorriso”, il suo ultimo romanzo, edito da Mondadori. Lo abbiamo intervistato per saperne di più del romanzo e dell’interesse per le tematiche etniche e multiculturali. Come nasce “Le rughe del sorriso”? Quanto ha influito sul libro il clima politico attuale? Come tutti i miei libri, anche questo trae origine da un’immagine che mi ha molto colpito: in questo caso, una folla inferocita che ho visto tempo fa a Roma. Erano uomini e donne italiani che sbraitavano furiosi e lanciavano sampietrini a un gruppo di africani
Decreto sicurezza. Acli, Arci, Anpi, Avviso Pubblico, Libera e sindacati in piazza

Decreto sicurezza. Acli, Arci, Anpi, Avviso Pubblico, Libera e sindacati in piazza

Sociale
Chiedere al Parlamento e al governo di fermarsi e rivedere il decreto sicurezza, aprendosi al confronto e al dibattito. Scendono in piazza oggi a Roma con questo obiettivo Libera, Acli, Arci, Avviso Pubblico, Legambiente, Cgil, Cisl, Uil. Scendono in piazza perché il decreto sicurezza appare più «una risposta simbolica all'opinione pubblica che ai problemi concreti della protezione e dell’integrazione». «Preoccupano – fanno sapere associazioni e i sindacati – le disposizioni relative alla protezione umanitaria e immigrazione, su cui anche il Consiglio superiore della magistratura ha rilevato aspetti di incostituzionalità. In sostanza, il decreto non promuove dignità, ma la toglie, ad esempio alle persone che hanno intrapreso un percorso di integrazione, lavorano in attesa del riconosci