lunedì, Aprile 22

Economia e Lavoro

Pasqua e Pasquetta, stiamo consumando 453milioni di uova

Pasqua e Pasquetta, stiamo consumando 453milioni di uova

Economia e Lavoro
Sode da mangiare o anche dipinte a mano, di cioccolato oppure di gallina quali ingredienti dei molti prodotti tipici pasquali, sono 453 milioni le uova che stiamo consumando in questi giorni. Lo sostiene l'Università Popolare delle Discipline Analogiche (Upda), sulla base dei dati del centro servizi del Mercato Agricolo Alimentare e della Coldiretti. Al termine del week end pasquale - stando alle stime - avremo divorato 436 milioni di uova di gallina per un giro d'affari di 130 milioni di euro, mentre quelle di cioccolato saranno 17 milioni per un business da 270 milioni. Un totale quindi di 453 milioni di uova per volume complessivo di 400 milioni di euro. Le uova sono quindi le indiscusse protagoniste delle tavole degli italiani. Dalla tradizionale colazione di Pasqua, al pranzo co
Lavoro nero. La ferita aperta che nega diritti e dignità

Lavoro nero. La ferita aperta che nega diritti e dignità

Economia e Lavoro
Oltre quarantadue mila lavoratori in nero, il 40 per cento del totale rilevato di irregolari. Un fenomeno che solca l’Italia da nord a sud e pone Campania, Puglia, Lombardia, Lazio, Toscana, Emilia Romagna tra le regioni dove l’incidenza del fenomeno è più elevata. Terziario, edilizia, agricoltura e industria i settori merceologici più colpiti. I numeri del «rapporto annuale dell’attività di vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale» dell’Ispettorato nazionale del lavoro dicono che rispetto al 2017, il 2018 si è chiuso con un più 5 per cento di anomalie nelle aziende ispezionate: un’emergenza che continua a negare diritti e a privare di dignità uomini e donne. Complessivamente in tutto il territorio italiano il personale ispettivo dell’Istituto - insieme con quello dei mili
Cara auto, quanto ci costi. Nel Lazio oltre 3 miliardi per le riparazioni

Cara auto, quanto ci costi. Nel Lazio oltre 3 miliardi per le riparazioni

Economia e Lavoro
Cara auto, quanto ci costi. La spesa sostenuta dagli automobilisti laziali nel 2018 per la manutenzione e le riparazioni delle autovetture è stata di 3,5 miliardi di euro. Si tratta di una percentuale pari all'11,1 per cento dei 32,1 miliardi spesi a livello nazionale. Con quasi 3 miliardi di euro Roma è la città che ha speso di più, seguita - con elevato distacco - dalle province di Latina con 244 milioni, Frosinone con 230 milioni, Viterbo con 143 milioni e Rieti con 63 milioni. Le stime provengono dall'Osservatorio di Autopromotec, rassegna espositiva tra le più importanti nel panorama internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico, in programma per il 2019 presso la Fiera di Bologna dal 22 al 26 maggio. La spesa che gli italiani riservano alla manutenzione del
Salari bassi per più di un milione di abitanti del Lazio

Salari bassi per più di un milione di abitanti del Lazio

Economia e Lavoro
Salari bassi. O se preferite lavoro povero. Un terzo dei contribuenti romani dichiara meno di 10 mila euro l’anno. A Latina la quota sale al 37 per cento. Ciò significa che nella Capitale circa 900 mila contribuenti su quasi tre milioni guadagnano annualmente meno di cinque mila euro. E nel capoluogo pontino si tratta di quasi 140 mila persone su 375 mila. I dati emergono da uno studio del servizio politiche territoriali della Uil relativamente alle dichiarazioni dei redditi dello scorso anno. Dal dossier si scopre che nel Lazio il 30,3 per cento dei contribuenti ha un reddito medio dichiarato di 4.470 euro l’anno. Ciò significa che oltre un milione di persone su quattro vive con salari bassi. Non va certo meglio in Calabria dove la quota dei contribuenti under 10mila supera il 45 per c
Aumentano le denunce per infortuni sul lavoro

Aumentano le denunce per infortuni sul lavoro

Economia e Lavoro
Aumentano le denunce per infortuni sul lavoro, ma calano quelle con esito mortale. A riferirlo è l’Inail, che ha elaborato i dati del mese di febbraio. Numeri provvisori ovviamente, il cui confronto «richiede cautela» perché «soggetti all’effetto distorsivo di punte occasionali e dei tempi di trattazione delle pratiche». «Il confronto su un singolo bimestre – fa sapere l’Inail – potrebbe inoltre rivelarsi poco attendibile rispetto al trend che si delineerà nei prossimi mesi. Per un’analisi più indicativa della tendenza infortunistica, occorre attendere almeno un trimestre». Nel frattempo, le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Istituto nazionale lo scorso mese di febbraio sono state quattromila in più rispetto alle 96.121 del primo bimestre 2018. I dati hanno evidenziano un
Le migliori città al mondo per lavorare

Le migliori città al mondo per lavorare

Economia e Lavoro
Otto città all'estero per lavorare. Da Berlino, vera e propria capitale europea delle start up a Seul, una delle maggiori economie mondiali a elevato tasso tecnologico. A segnalarle è Eurocultura, il portale di mobilità internazionale. Con il mondo sempre più interconnesso e tecnologicamente avanzato, in diversi paesi i lavori e i percorsi di carriera per soggetti qualificati stanno iniziando a comparire con straordinaria rapidità. Prosperano la cultura dell'espatrio, le libertà correlate e le circostanze favorevoli. «Alcune città stanno abbracciando questo stile di vita globale dei cittadini – dicono gli esperti di Eurocultura – con la stessa rapidità con cui sono disponibili nuovi posti di lavoro». Tra le otto città con le migliori possibilità per trovare un lavoro c’è Berlino. I pila
Sciopero generale. Gli edili in piazza a Roma

Sciopero generale. Gli edili in piazza a Roma

Economia e Lavoro
Mancava da circa venti anni. Ma era necessario visto che la crisi dal 2008 a oggi si è mangiata circa 600mila posti di lavoro e 120mila imprese in Italia. E’ lo sciopero generale del settore delle costruzioni, il culmine della mobilitazione iniziata da settimane con assemblee, presidi, e proteste per chiedere al governo un cambiamento di rotta in grado di rilanciare il settore. A Roma piazza del Popolo è affollata e colorata: i lavoratori e le lavoratrici dell'edilizia, cemento, lapidei, legno, arredo e laterizi, sono arrivati da ogni parte d’Italia e indossano caschetti, gridano slogan, chiedono «lavoro, investimenti, ripresa». E ricordano come «Non tutti i lavori sono uguali. Ridurre i limiti pensionistici». Ci sono poi gli striscioni e i cartelli: «Ricostruiamo l’Italia, mettiamo in
Lavorare da casa fa bene alla salute. Parola di italiani

Lavorare da casa fa bene alla salute. Parola di italiani

Economia e Lavoro
Gli italiani preferiscono lavorare da casa. A dirlo è una ricerca dell’Osservatorio di Reale Mutua sul welfare, che ha indagato la percezione degli italiani sul rapporto tra salute e ambiente di lavoro. Secondo l’84% dei connazionali infatti il cosiddetto smart working, laddove applicabile, riduce lo stress (39%), dà il vantaggio di lavorare in un ambiente confortevole e su misura (24%) e permette di convertire il tempo risparmiato dal viaggio in una migliore gestione anche del proprio benessere (21%). L’attività lavorativa può condizionare in vario grado la salute dei lavoratori. In ufficio, il principale fattore di rischio, a detta di più di un italiano su tre (39%), è lo stress, con tutti i suoi possibili effetti sul benessere fisico e mentale. Seguono la postura (26%) e la sedentari
Scende la mortalità sul lavoro. La demografia dell’insicurezza

Scende la mortalità sul lavoro. La demografia dell’insicurezza

Economia e Lavoro
Scende in Italia la mortalità sul posto di lavoro. A gennaio 2019 i decessi sono stati 44 contro i 67 del 2018. Ma, a fare da contraltare a questa “flessione” (-34,3%) c’è una nuova emergenza. Le vittime straniere sono il 34% sul totale degli infortuni mortali rilevati a gennaio (15 su 44). Una nuova demografia dell’insicurezza. A renderlo noto è l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega di Mestre sulla base dei più recenti dati Inail. «Una società sempre più multietnica impone un’integrazione non solo dal punto di vista sociale e lavorativo – sottolinea il presidente dell’Osservatorio Mauro Rossato – ma anche un’integrazione fondamentale sul fronte della sicurezza sul lavoro. E ci auguriamo che questa mappatura dell’emergenza porti alla diffusione di una nuova sensibilità soprattutto tr
Reddito di cittadinanza. L’apocalisse non c’è stata

Reddito di cittadinanza. L’apocalisse non c’è stata

Economia e Lavoro
C’erano timori di assalti. Di lunghe code agli sportelli. Erano state allertate le forze dell’ordine. Oggi sei marzo in molti credevano che potesse essere il giorno della carica al reddito di cittadinanza. Il giorno dell’apocalisse. Il giorno della calca dei disperati. Vai a sapere – avrà rimuginato qualche benpensante – tuteliamoci, perché questo esercito deve essere contenuto. E invece no. Non ce ne è stato bisogno. Forse perché c’è tempo un mese per richiedere e per sapere se si ha diritto a questa misura. Forse perché c’è la possibilità di presentare domanda on line. Forse perché il reddito di cittadinanza non è una carta annonaria. O forse perché gli uomini e le donne sono migliori di come qualcuno vorrebbe raccontarceli. Fatto sta che la realtà frantuma le previsioni. C’è una let