domenica, Aprile 21

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Autonomia differenziata. Ovvero un Paese a doppia velocità

Autonomia differenziata. Ovvero un Paese a doppia velocità

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Autonomia differenziata. Il destino è segnato, il ministro per gli Affari Regionali ha confermato che sono state ufficialmente ricevute richieste dal Piemonte, Liguria, Toscana, Umbria e Marche. La vicenda andrebbe affrontata con estrema cautela, trattandosi di una riforma che rischia di dar vita a una vera e propria secessione della parte più ricca del paese a discapito delle regioni del centro sud, con effetti ancor più devastanti degli attuali per i servizi pubblici e la sanità nazionale. Il risultato sarà che le regioni che hanno più risorse ne otterranno ancora di più, e le otterranno prima che si decida a livello nazionale cosa serva fare per quelle che invece hanno di meno. Una secessione de facto che raggiunge l'obiettivo di sempre della Lega Nord - oggi soltanto Lega per strappare
Una contrattazione collettiva a sostegno della famiglia

Una contrattazione collettiva a sostegno della famiglia

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Si parla tanto della famiglia, ma si fa molto poco. Nel nostro paese c’è un rischio di esclusione e povertà sociale che riguarda il 34 per cento degli adolescenti e dei bambini, oltre tre milioni e mezzo di minori. Il dato relativo al tasso di occupazione femminile, soprattutto nelle regioni meridionali ci colloca in coda alle statistiche europee. Molte giovani donne – in questa parte d’Italia - sono costrette a lasciare il lavoro dopo la prima o la seconda gravidanza per accudire i figli, i genitori o suoceri anziani. Ciò accade per la mancanza di servizi di welfare, che di fatto le esclude da ogni possibilità di indipendenza economica, sociale e di riscatto dalla condizione di nascita. Tutto questo in un Paese dove negli ultimi anni stiamo assistendo a uno dei più vorticosi crolli dem
La previdenza complementare al traguardo dei venti anni

La previdenza complementare al traguardo dei venti anni

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Molti fondi pensione hanno iniziato il loro percorso proprio venti anni fa in seguito alle riforme del sistema previdenziale. L’obiettivo era quello di creare le condizioni per l’integrazione della pensione pubblica, penalizzata dal calcolo contributivo. I dati Covip di fine 2018 mostrano una realtà consolidata con quasi 167 miliardi di euro di risorse destinate alle prestazioni e 8,8 milioni di posizioni in essere. Una storia lunga, abbiamo detto, ma solo recentemente ha acqustato consistenza: il fondo pensione ha infatti cominciato a svilupparsi solo nel 2007, quando è stato reso molto più vantaggioso dal punto di vista fiscale. Il tasso di partecipazione rimane tuttavia ancora troppo basso, inferiore al 30 per cento, con la maggioranza dei lavoratori che lo considera ancora con diff
Gig Economy. Nel Lazio approvata la legge regionale

Gig Economy. Nel Lazio approvata la legge regionale

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«Norme per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali» è legge. Siamo la prima regione in Italia a dotarsi di uno strumento normativo in grado di tutelare i lavoratori e le lavoratrici digitali. Non solo quelli impegnati nel food delivery, ma anche quella platea - molto più grande di quanto a prima vista possa apparire - di uomini e donne, giovani e meno giovani, la cui attività è quotidianamente subordinata e regolata dall’utilizzo dalle App. Consideriamo questo un ottimo risultato perché la legge finalmente disciplina un settore dove al momento, eccetto rari casi, il rapporto di lavoro era completamente privo di tutele e garanzie. Il testo era stato proposto l’estate scorsa dall’assessore al Lavoro Claudio Di Berardino. Noi, come parti sociali, ne avevano condiviso sin da subit
Protagonisti per una Europa democratica e partecipativa

Protagonisti per una Europa democratica e partecipativa

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Cos’è oggi l’Europa. Cos’è diventata. Cosa resta del sogno degli anni novanta. Sono domande che ci poniamo mentre assistiamo alla costante minaccia di frammentazione del sogno europeo, complice anche la crisi finanziaria del 2008. Siamo passati dall’ottimismo per il processo di integrazione, per la creazione del mercato unico, per la firma della convenzione di Schengen, a un clima di incertezza e criticità che sta minando le fondamenta europee. Nei paesi dell’Europa sono emerse forze politiche che si richiamano al populismo e al sovranismo, forze politiche che stanno destrutturando il sistema valoriale dell’Unione. Il progetto dei sovranisti è chiaro: svilire le istituzioni e le forze intermedie sociali e culturali. Dalle proteste dei gilet gialli contro il carovita a quelle contro i m
Reddito di Cittadinanza tra criticità e prospettive

Reddito di Cittadinanza tra criticità e prospettive

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Le misure del reddito di cittadinanza, la cui implementazione vuole essere il tratto distintivo di questo Governo, così come per la riforma sulle pensioni, segna invece una distanza tra le intenzioni iniziali e le misure effettivamente realizzate. In generale, sono da evidenziare due aspetti su tutti: la constatazione che già la denominazione sia stata tradita, in considerazione del fatto che il decreto si concentra sulla povertà piuttosto che sulla cittadinanza. Conseguenza di ciò la rilevazione che l’impalcatura generale altro non è che una rimodulazione del già esistente Reddito di inclusione (Rei), ossia una misura che si proponeva di combattere la povertà assoluta. Con una veloce analisi, verifichiamo gli attori protagonisti della filiera produttiva del reddito di cittadinanza. Se
Quota 100 più facile per gli uomini meno per le donne

Quota 100 più facile per gli uomini meno per le donne

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Rispetto all’obiettivo iniziale, ovvero l’abolizione della riforma Fornero, il decreto legge su Quota 100 si limita a introdurre una serie di agevolazioni temporanee, non senza limitazioni, per favorire il pensionamento anticipato. L’idea era appunto di facilitare l’uscita dal mercato del lavoro che richiedono in alternativa, o il perfezionamento di almeno 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi per le donne) indipendentemente dall'età anagrafica (pensione anticipata) o il raggiungimento di un'età anagrafica pari a 67 anni con 20 anni di contributi (pensione di vecchiaia). In particolare per le donne, il testo decreto sembra disattendere le tanto ambiziose promesse. Ma Quota 100, un traguardo lontano per le donne. Il requisito contributivo per l’accesso (38 di contributi con
Un Protocollo per valorizzare l’Area industriale della Tiburtina

Un Protocollo per valorizzare l’Area industriale della Tiburtina

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Rilanciare l’area industriale della Tiburtina, valorizzandola, migliorando le vie di collegamento, spronando le istituzioni affinché in questo quadrante di Roma vengano realizzate quelle opere infrastrutturali che la renderebbero più attrattiva per le nascenti aziende e per far si che quelle oggi presenti non abbiano la tentazione di trovare altri luoghi ove spostare la loro attività. Un’opportunità per ripensare il territorio, per ampliarne la competitività e offrire così nuove opportunità di lavoro. Si presenta così il Protocollo d’intesa «Comitato per la valorizzazione dell’area industriale della Tiburtina», siglato ieri dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Unindustria. Stiamo parlando di un’area che attualmente occupa 20mila lavoratori e lavoratrici e che recentemente h
Per una nuova politica industriale

Per una nuova politica industriale

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Siamo passati dall’essere un paese prevalentemente agricolo a una delle principali potenze industriali del mondo. Un cammino iniziato negli anni sessanta dello scorso secolo e culminato negli anni novanta. Siamo ancora – nonostante la crisi degli ultimi dieci anni – il secondo Paese manufatturiero d’Europa, dopo la Germania. Ma complice la globalizzazione - che ha portato nel mercato degli scambi mondiali paesi con centinaia di milioni di abitanti come la Cina, l’India, il Brasile - i quali, soprattutto nella manifattura, producono a bassissimi costi attraverso lo sfruttamento dei lavoratori, anche dei minori, e il mancato rispetto delle più elementari norme ambientali, siamo di fronte ad una sfida vitale per il nostro sistema economico e sociale. Per provare a vincerla dobbiamo pensare
Pagare i rifiuti due volte? Adesso basta

Pagare i rifiuti due volte? Adesso basta

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Dopo l'incendio dell'impianto Tmb di salario a Roma ci troviamo nella condizione di fare i conti con l'incuria e la scarsa professionalità della politica in tema di ciclo dei rifiuti. L'incendio risolve – se così si può dire - il tema di un impianto che è divenuto il simbolo di come si gestiscono i rifiuti a Roma ma anche nel Lazio. Hanno fatto tutti finta di non sapere, ma in questo silenzio di responsabilità hanno pagato i cittadini del salario e delle zone vicine.  Molti – nei giorni dell'incendio hanno dovuto lasciare la propria casa - altri sono rimasti lì perché non avevano altra soluzione. Ma ecco il fatto sorprendente: il Comune di Roma, che fino al giorno prima aveva vantato piani di raccolta differenziata strabilianti, ha scoperto che era meglio ricorrere all'emergenza cosi ch