lunedì, Settembre 16

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Cala ad agosto la fiducia di imprese e consumatori. Parola dell’Istat

Cala ad agosto la fiducia di imprese e consumatori. Parola dell’Istat

Economia e Lavoro
Cala ad agosto la fiducia di imprese e consumatori. La stima è dell'Istat, che sottolinea come quella dei consumatori passa da 113,3 a 111,9 mentre quella delle imprese scende da 101,2 a 98,9. «La diminuzione dell'indice di fiducia dei consumatori – spiega l’istituto nazionale di statistica - è generalizzata ma presenta diverse intensità tra le sue componenti: la parte economica e quella futura registrano le flessioni più marcate passando, rispettivamente, da 129,6 a 127,8 e da 117,4 a 115,4. Si rileva un calo più contenuto per il clima personale (da 108,0 a 107,0) e per quello corrente (da 111,1 a 110)». Per quanto riguarda le imprese, l'indice di fiducia diminuisce in tutti i comparti con l'unica eccezione rappresentata dal commercio al dettaglio dove rimane sostanzialmente stabile (
Sempre di meno e più vecchi. Nel 2050 saremo 58milioni. Parola di Istat

Sempre di meno e più vecchi. Nel 2050 saremo 58milioni. Parola di Istat

Politica e Società
A metà secolo saremo di meno e più vecchi. Il calo delle nascite, l’invecchiamento della popolazione, la perdita di residenti che si sta consolidando ormai da qualche anno, condurrà il Paese a perdere 2,2 milioni di abitanti entro il 2050. Dal 2015 ad oggi siamo già quattrocentomila in meno. E’ un declino demografico costante, basti pensare che sono stati 439mila i bambini iscritti all'anagrafe lo scorso anno, 140 mila in meno rispetto al 2008, mentre i decessi sono aumentati di 50mila unità rispetto a undici anni fa. «Una recessione demografica – spiega Gian Carlo Blangiardo, presidente Istat - di cui si ha memoria nella storia d'Italia solo risalendo al lontano biennio 1917-1918, un'epoca segnata dalla grande guerra e dai successivi drammatici effetti dell'epidemia di spagnola». Le st
In Italia cinque milioni di persone in povertà assoluta

In Italia cinque milioni di persone in povertà assoluta

Politica e Società
Nessun miglioramento sul fronte della povertà assoluta in Italia. Quasi due milioni le famiglie in questa condizione. «Nel 2018 – fa sapere l’Istat nel rapporto sulla povertà in Italia - si stimano oltre 1,8 milioni di famiglie in povertà assoluta (con un’incidenza pari al 7 per cento), per un totale di 5 milioni di individui (incidenza pari all’8,4 per cento)». L’incidenza delle famiglie in povertà assoluta si conferma superiore nel Mezzogiorno (9,6 per cento nel Sud e 10,8 per cento nelle Isole), mentre nel Nord Ovest è al 6,1 per cento e nel Nord-est e Centro raggiunge una percentuale pari al 5,3. Ad essere povere sono le famiglie numerose e quelle con un solo genitore, mentre la situazione migliora nelle famiglie all'interno delle quali la persona di riferimento è istruita, ha un ti
Il Pil pro capite non ha ancora recuperato il valore del 2011

Il Pil pro capite non ha ancora recuperato il valore del 2011

Politica e Società
Nel 2017 il Pil pro capite italiano, valutato ai prezzi di mercato, è aumentato per il terzo anno consecutivo ( più 4,1 per cento in termini reali la crescita complessiva nel triennio che va dal 2015 al 2017, ma in valore assoluto non ha recuperato il valore del 2011 (26.427 euro a fronte di 26.869). Misurato in standard di potere d'acquisto risulta inferiore a quello medio dell'Ue dal 2013. E’ quanto emerge dal Rapporto Noi Italia realizzato dall’Istat. Aumenta nel 2017 la quota dei consumi finali sul Pil (79,4 per cento) e si mantiene più elevata rispetto alla media Ue (75,7%) e ai principali Paesi dell'area. La quota degli investimenti sale al 17,6%, ancora inferiore alla media europea (20,2%). Il nostro Paese si conferma al quarto posto nella graduatoria europea per esportazioni mon
Disoccupazione stabile a gennaio. Ma cresce tra i giovani

Disoccupazione stabile a gennaio. Ma cresce tra i giovani

Economia e Lavoro
Disoccupazione stabile a gennaio. Resta infatti invariato il relativo tasso (10,5 per cento), praticamente stesso livello del mese di dicembre. Mentre cresce invece tra i giovani attestandosi al 33 per cento. Sono i dell’Istat, che rivede anche al ribasso la stima preliminare di un aumento del Pil (dall’1% allo 0,9 per cento). Il lieve aumento dell’occupazione registrato a gennaio è dovuto alla crescita dei dipendenti permanenti (56mila in più), mentre scendono sia i dipendenti a termine (-16mila) che gli autonomi (-19mila). Il tasso di occupazione rimane stabile al 58,7 per cento. Ma dai dati emerge una triste realtà: rispetto a dicembre ci sono 6mila donne occupate in meno. La crescita di 21mila occupati del mese scorso è frutto infatti di 27mila occupati maschi in più rispetto a dice
Le biblioteche del Lazio semivuote

Le biblioteche del Lazio semivuote

Politica e Società
Biblioteche, la regione Lazio è seconda a livello nazionale. Sono di più in Lombardia. Da Viterbo a Frosinone, passando per Roma, Latina e Rieti, il numero dei luoghi deputati alla lettura pubblica sono in tutto 1321, il 9,5 per cento rispetto al resto d'Italia. In Lombardia 2196 (15,8%). Terzo posto per il Piemonte, con 1187 biblioteche (8,5%). I dati sono dell'Istat, Statistiche culturali, pubblicato di recente. La parola biblioteca viene dal greco. Si tratta di un termine composto da βιβλίον (biblíon, libro, opera) e θήκη (théke, scrigno, ripostiglio). Un luogo dove si conserva la memoria, per trasmetterla al futuro. Un senso che si sta mano mano perdendo con l'avvento di internet. La memoria diventa sempre più un fatto astratto senza più connotati reali come possono essere quelli di
Lo sport in cifre nella Tuscia. E il suo ruolo sociale

Lo sport in cifre nella Tuscia. E il suo ruolo sociale

Sociale
Non è tra le prime, ma non importa. Sono 407 le società sportive di Viterbo e provincia, per 23 mila atleti, 1426 allenatori e 3452 dirigenti. Mentre gli arbitri sono 752. E’ la fotografia dell'Istat, statistiche culturali, di cui lo sport fa parte a pieno titolo. Anche per la valenza sociale che riveste, soprattutto in un periodo di crisi permanente. La Tuscia è terza. Dopo Roma (3965 società, 339mila atleti, 20mila allenatori, 28mila dirigenti e 6444 arbitri), Latina (610 società, 48 mila atleti, 2165 allenatori, 5032 dirigenti e 1296 arbitri) e Frosinone (479 società, 25 mila atleti, 1439 allenatori, 3653 dirigenti 1130 arbitri). Ultima posizione per Rieti con 225 società, 14 mila atleti, 760 allenatori, 1931 dirigenti e 490 arbitri). Complessivamente nella nostra regione le società
Meno di una scuola su tre in Italia è accessibile agli alunni con sostegno

Meno di una scuola su tre in Italia è accessibile agli alunni con sostegno

Cronaca e Attualità
Meno di una scuola su tre è accessibile agli alunni che necessitano di sostegno. A rilevarlo è l’Istat nel suo report «L’inclusione scolastica: accessibilità, qualità dell'offerta e caratteristiche degli alunni con sostegno». «Dall'anno scolastico 2017/2018 - si legge nel dossier dell’Istituto nazionale di statistica - l'indagine ha esteso il campo di osservazione anche alla scuola dell'infanzia e alla scuola secondaria di secondo grado, fornendo un quadro informativo ampio, in termini di risorse per l'inclusione, su tutte le scuole del territorio italiano». Complessivamente sono oltre 56mila le scuole frequentate da 272.167 alunni con sostegno (il 3,1 per cento del totale degli iscritti». Dall’indagine emerge che soltanto il 32 per cento delle scuole risulta accessibile dal punto
La doppia discriminazione: essere donna e disabile

La doppia discriminazione: essere donna e disabile

Inchieste e Reportage
Vulnerabili, emarginate, spesso invisibili, vittime di una doppia discriminazione. Doppia perché la violenza di genere non conosce limiti né barriere. Anzi. Accade spesso che più disparità si uniscano e saldandosi ne generino multiple. E’ il caso della donna con disabilità. Ha provato a riassumere questa condizione la Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, dedicando a questo tema un focus specifico. Quel che emerge dagli atti parlamentari è una triste quotidianità che isola, ghettizza, nasconde. E che nega la dignità delle persone. Un quadro che rimanda alla notte dei tempi, al medioevo. Non certo ai giorni nostri. «Non è un essere umano, non è una cittadina, bensì un essere senza diritti, priva di sesso, corpo, intelligenza, desideri, emozioni». La rappresentazione del
Frena l’economia del Lazio. Parola della Banca d’Italia

Frena l’economia del Lazio. Parola della Banca d’Italia

Economia e Lavoro
Una crescita debole. O qualcosa che somiglia più a un accenno di frenata. Il quadro del Lazio che emerge dall’aggiornamento congiunturale della Banca d’Italia «l’Economia del Lazio» - pubblicato oggi - certifica che nel nei primi sei mesi del 2018 la crescita economica della nostra regione sta rallentando. Il settore delle costruzioni resta fermo mentre le esportazioni sono diminuite del 2,3 per cento rispetto al 2017. Se da un lato il turismo registra un aumento di 3,1 punti percentuali con una spesa dei visitatori stranieri cresciuta del 6,8 per cento, dall'altro rallenta la crescita degli occupati e ristagna il credito alle imprese, mentre cresce quello alle famiglie. «Nella prima parte dell'anno -  ha spiegato il direttore della sede romana della Banca d’Italia, di Pier Luigi Marian