I giovani se ne vanno all’estero: uno su 3 fa questa scelta

Ago 7, 2025

In dieci anni oltre un milione di italiani ha scelto di trasferirsi oltre confine, 367 mila sono ragazzi e ragazze tra i 25 e i 34 anni. Il rapporto annuale dell'Istat
di Redazione

giovani esteroNel decennio 2014-2023 oltre un milione di italiani ha scelto di trasferirsi all’estero e tra questi più di un terzo (367 mila) sono giovani di età compresa tra i 25 e i 34 anni, con l’Europa scelta come destinazione preferita dei giovani laureati e la Germania al primo posto. I dati sono contenuti nel rapporto annuale dell’Istat. Tra i giovani espatriati, quasi 146 mila (39,7%) possedevano una laurea al momento della partenza. Il trend prosegue nel 2024, con le emigrazioni verso l’estero che hanno registrato un marcato aumento, raggiungendo complessivamente 191 mila unità (+20,5% sul 2023). Tra queste, spiccano gli espatri dei cittadini italiani, che ammontano a 156 mila unità (+36,5%). Tornando ai dati del decennio, i rimpatri di giovani della stessa fascia di età nello stesso periodo sono stati circa 113 mila, di cui poco più di 49 mila laureati. Il saldo migratorio dei giovani laureati è stato costantemente negativo, con una perdita netta di circa 97 mila unità nel corso del decennio, ‘«un significativo deficit di capitale umano qualificato», osserva l’Istituto.

Il 2023 si contraddistingue per un nuovo slancio di di giovani laureati tra i 25 e i 34 anni che vanno all’estero: se ne contano 21 mila (+21,2% sull’anno precedente), un livello senza precedenti da quando si monitorano i flussi di capitale umano qualificato in uscita. Negli anni più recenti uno su due possiede almeno la laurea, mentre nel 2014 appena uno su tre. Contestualmente, si registra una contrazione dei rientri in patria di giovani laureati, scesi a 6 mila (-4,1% rispetto al 2022). Ne deriva una perdita netta di 16 mila giovani risorse qualificate di cittadinanza italiana, in linea con i livelli osservati prima della pandemia. L’Europa continua a essere la destinazione preferita dai giovani laureati italiani. Anche nel 2023, la Germania si conferma al primo posto nella classifica delle mete preferite, con quasi 3 mila espatri di giovani laureati, superando il Regno Unito, che ne registra 2,4 mila; seguono Svizzera (2,3 mila), Spagna (1,9 mila) e Francia (1,8 mila). Tra i paesi extra-europei, gli Stati Uniti occupano la prima posizione, accogliendo poco meno di 1,2 mila giovani laureati italiani. Con riferimento alle ripartizioni territoriali dell’Italia, nel decennio 2014-2023, il Nord ha perso oltre 48 mila giovani laureati, il Centro circa 16 mila e il Mezzogiorno poco più di 32 mila. Oltre alle dinamiche migratorie internazionali, bisogna considerare anche quelle interne; il Nord e il Centro, grazie agli ingenti trasferimenti di residenza di giovani provenienti dal Mezzogiorno, realizzano nel decennio 2014-2023 un guadagno netto rispettivamente di 134 mila e di oltre 13 mila giovani laureati.

Nel Mezzogiorno, invece, lo svantaggio è doppio: alle perdite verso l’estero si aggiungono quelle verso le altre regioni italiane, con un saldo complessivo negativo di oltre 179 mila giovani laureati. «Queste dinamiche sono connesse alle prospettive occupazionali dei giovani», spiega l’Istat. Dall’Europa, invece, si osserva un netto rallentamento dei flussi (-16,4%), in contrasto con il biennio 2022-2023, segnato, a causa del conflitto in corso, da numerosi ingressi di cittadini ucraini per protezione temporanea. Nonostante il calo, i flussi dall’Ucraina rimangono significativi (25 mila) e sono superati solo dalle immigrazioni dall’Albania (27 mila), che si conferma il principale paese di origine europeo degli stranieri che giungono in Italia. A livello territoriale, il Nord è la principale area di destinazione, accogliendo 204 mila immigrati nel 2024 (53,4% del totale). Seguono il Mezzogiorno con 101 mila ingressi (26,4%) e il Centro con 77 mila flussi in ingresso (20,2%). Le emigrazioni verso l’estero hanno registrato un marcato aumento nel 2024, raggiungendo complessivamente 191 mila unità (+20,5% sul 2023). Tra queste, spiccano gli espatri dei cittadini italiani, che ammontano a 156 mila unità (+36,5%). Questo forte incremento comporta anche un cambiamento nella classifica delle destinazioni principali per gli espatri italiani, per anni guidata dal Regno Unito. Con il graduale esaurirsi dell’effetto Brexit, nel 2024 i flussi verso il territorio britannico scendono a 18 mila unità (11,9% del totale espatri), superati da quelli verso la Germania (20 mila espatri, 12,8%) e la Spagna (19 mila, 12,1%).

Nel 2024, il tasso migratorio con l’estero è sceso a 4,1 per mille residenti. Le ripartizioni del Centro e del Nord presentano i tassi migratori esteri più elevati, rispettivamente 4,5 e 4,7 per mille, mentre il Mezzogiorno registra un saldo più contenuto con 3,1 per mille. Le migrazioni interne nel 2024 hanno coinvolto un milione e 413 mila individui. Sebbene in calo dell’1,4% rispetto al 2023, questo volume si mantiene in linea con la tendenza di crescita osservata nell’ultimo decennio. Il Mezzogiorno si conferma l’area del Paese con il saldo migratorio interno negativo: nel 2024 perde 52 mila residenti (-2,6 per mille) per trasferimento verso un’altra ripartizione. Al contrario il Nord ne ha guadagnati 47 mila (+1,7 per mille).

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Pin It on Pinterest

Privacy Policy Cookie Policy