L’urbanizzazione è causa di pressioni sull’ambiente naturale. Gli effetti del cambiamento del clima possono intensificare tali pressioni e aumentare la vulnerabilità delle città, rappresentando, quindi, una sfida per le città che, per accrescere la resilienza, devono considerare azioni di adattamento e di mitigazione, in un’ottica di sostenibilità. Un indicatore della pressione sull’ambiente generata dal traffico veicolare è il tasso di motorizzazione, che in Italia presenta il valore più alto dell’Unione europea (682 autovetture per mille abitanti contro una media Ue di 564 nel 2022), in aumento dell’1,2% sull’anno precedente e in crescita ininterrotta dal 2013 (+12,3%). Il contributo di mitigazione dei veicoli a basse emissioni, inoltre, è ancora limitato, dato che la quota di autovetture con alimentazioni tradizionali, a benzina o gasolio, è diminuita solo marginalmente negli ultimi anni (dal 91,1% del 2017 all’86,1% del 2022). Lo segnala l’Istat nel Focus «Misure statistiche per l’adattamento ai cambiamenti climatici: realtà in ambito urbano e nuove geografie per l’agricoltura». Nelle città i valori del tasso di motorizzazione sono mediamente più bassi ma ugualmente in crescita: 637 autovetture per mille abitanti nell’insieme dei Comuni capoluogo e 600 nei Capoluoghi di città metropolitana (entrambi in aumento dell’1,4% sull’anno precedente), con differenze di rilievo tra le ripartizioni (602 nei Capoluoghi del Nord, 652 in quelli del Centro e 673 in quelli nel Mezzogiorno).
Tali differenze – spiega Istat – possono essere messe in relazione con l’offerta di trasporto pubblico locale: dove questa è più abbondante, infatti, i tassi di motorizzazione tendono a essere più bassi. In generale, ciò avviene nelle città rispetto al resto del territorio; in particolare, nelle grandi città rispetto alle medio-piccole (6.812 posti-km per abitante nei Capoluoghi metropolitani contro 2.343 negli altri Capoluoghi), e nei Capoluoghi nel Nord (6.085 posti-km/ab.) rispetto a quelli del Centro (5.407) e del Mezzogiorno (1.972). Nel 2022 l’inquinamento da ozono, sostanza prodotta in atmosfera tramite reazioni fotochimiche di altri inquinanti, risulta in aumento dopo quattro anni di costante diminuzione, con un numero di superamenti dell’obiettivo a lungo termine (120 microgrammi/m3 della media mobile giornaliera di 8 ore) di 39 giorni in media. L’alto numero di giorni di superamento caratterizza esclusivamente i Capoluoghi di provincia e di città metropolitana del Nord (62 giorni). Nel Centro e nel Mezzogiorno, invece, l’andamento è stabile, con un numero di giorni di superamento molto inferiore.
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