Quanto riescono a mettere da parte gli italiani, con quali obiettivi e quanto pesano le esperienze di altri utenti nella scelta di banche e servizi finanziari. In vista della Giornata mondiale del Risparmio del 31 ottobre, Trustpilot diffonde i risultati della recente ricerca dedicata al benessere finanziario. Secondo l’analisi, rispetto a un anno fa, il 37% degli italiani dichiara di riuscire a risparmiare meno, mentre solo l’11% riesce a metterne da parte di più. Il 17% dichiara invece di non riuscire a risparmiare affatto. Tra i fattori che hanno inciso sul proprio approccio al risparmio pesano soprattutto temi molto attuali, a partire dall’aumento del costo della vita (71%), seguito da inflazione (39%), timore di spese impreviste (28%) e instabilità geopolitica e internazionale (21%). Per coloro che riescono a mettere da parte del denaro, la priorità è proteggersi. Il primo obiettivo infatti è creare un fondo per gli imprevisti (39%), davanti a investimenti (19%), pensione (13%) e acquisto della casa (11%). Guardando al rapporto con il denaro in generale, quattro italiani su 10 (43%) affermano di vivere con più incertezza economica rispetto a qualche anno fa e il 15% afferma di sentirsi spesso sotto pressione nel gestire le proprie finanze. Solo il 9% riesce a pianificare il futuro con serenità. «Questa instabilità – fa sapere Trustpilot – non impedisce però di parlarne apertamente. Il Loud budgeting, ovvero l’abitudine di dichiarare senza imbarazzo di rinunciare a una spesa per rispettare il proprio budget, è tra i trend del momento e i dati ne mostrano la diffusione anche in Italia». Il 41% degli intervistati dichiara apertamente di rinunciare a una spesa per dare precedenza al risparmio, mentre un ulteriore 25% preferisce proporre un’alternativa meno costosa trovando quindi un punto d’incontro.
Quando si tratta di decidere a chi affidare il proprio denaro l’esperienza di chi ha già provato un servizio fanno la differenza, prosegue il comunicato. Quasi la metà degli italiani (49%) ha dichiarato di aver rinunciato a un operatore o a un servizio finanziario dopo aver letto recensioni negative online. Tra i motivi che spingono maggiormente gli italiani a cambiare operatore sono soprattutto le commissioni elevate (42%) e i costi poco trasparenti (31%), seguiti dai problemi di sicurezza (25%). Sul fronte delle richieste a chi gestisce i loro risparmi, le priorità per il futuro sono definite. Gli italiani chiedono in primo luogo costi più chiari (36%), servizi più personalizzati (33%), maggiore trasparenza (32%) e migliore assistenza umana (27%). Il 26% chiede anche una maggiore educazione finanziaria, segno di un bisogno di strumenti per orientarsi con più sicurezza in un contesto percepito come incerto. Solo il 16% si aspetta invece un maggiore utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore bancario. «Le esperienze degli altri consumatori sono diventate una vera bussola per orientarsi nelle scelte finanziarie, soprattutto quando il margine si riduce e sbagliare costa di più – ha commentato in chiusura di comunicato Nicoletta Besio, general manager South Europe di Trustpilot – Non è un caso che quasi un italiano su due abbia rinunciato a un operatore finanziario dopo aver letto recensioni negative. Un’attenzione che trova riscontro anche nella nostra analisi delle decine di migliaia di recensioni sui servizi finanziari in Italia, da cui emergono criticità legate soprattutto all’assistenza, alla trasparenza dei costi e alla gestione delle problematiche di sicurezza. In uno scenario in cui gli italiani chiedono maggiore chiarezza e affidabilità, per gli operatori finanziari la fiducia non può più essere data per scontata, ma va costruita giorno dopo giorno, ascoltando le esperienze dei clienti e trasformando i loro feedback in azioni concrete di miglioramento».
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