Vacanze e IA: i turisti la usano, chi ospita resta analogico

Ago 14, 2026

Il 54 per cento delle microimprese non la usa. Il divario cresce nei piccoli borghi. I dati dell'Osservatorio per la sostenibilità digitale
di Redazione

vancanze e IAPer gli italiani l’Ia è sempre di più un aiuto anche per progettare le vacanze, scegliere la meta, confrontare i prezzi e riassumere le recensioni. Secondo i dati dell’Osservatorio per la sostenibilità digitale il 42,3% dei consumatori italiani utilizza strumenti di intelligenza artificiale generativa, e uno su cinque (20,8%) lo fa regolarmente. Chi li usa – secondo la ricerca – confronta i prezzi con domande in linguaggio naturale, valuta le strutture in profondità, sintetizza le recensioni da più fonti. Ed è, per questo, più informato, più esigente e meno fedele ai marchi. L’Osservatorio ha misurato per la prima volta anche le microimprese e in questo caso e la distanza è netta: il 54% dei titolari non usa l’Ia in azienda e il 63,5% pensa che non avrà alcun impatto significativo sul proprio business nei prossimi tre-cinque anni. Il 47% di chi non la usa non sa a cosa possa servire; nessuno, però, cita la mancanza di competenze come ostacolo: è un problema di comprensione, non di diffidenza. Il 31% lavora in modo prevalentemente analogico, il 50% usa strumenti digitali di base non integrati e appena l’1% ha una strategia digitale strutturata.

Il confronto tra i due mondi è il dato più eloquente della ricerca: i sostenibili digitali, cioè chi usa il digitale con consapevolezza e attenzione alla sostenibilità, è il 29% dei consumatori ma solo il 21% delle microimprese, mentre il cluster più arretrato pesa il 34% tra i consumatori e sale al 44% tra le imprese. In altre parole – emerge dalla ricerca – la domanda è più avanti dell’offerta. E il turismo, fatto quasi interamente di microimprese, è il settore dove questa distanza si tocca con mano, a ogni check-in. Le vacanze sono anche il momento in cui le generazioni viaggiano insieme, e qui parla la lettura generazionale dell’Osservatorio: «La Gen Z  è pienamente integrata nel digitale ma non ha una consapevolezza altrettanto solida sulla sostenibilità; i Baby Boomer, cresciuti con i primi movimenti ambientalisti, hanno spesso una sensibilità ecologica più profonda ma una scarsa dimestichezza digitale. Nessuna generazione, dice la ricerca, ha integrato davvero i due paradigmi: il nipote che prenota tutto dallo smartphone e il nonno che spegne le luci hanno ciascuno metà della soluzione. Anche in vacanza, la sostenibilità digitale è un dialogo tra generazioni».

La ricerca segnala poi il paradosso dei borghi: le mete più amate sono le più fragili digitalmente. La vera frattura della sostenibilità digitale italiana non è quella tra Nord e Sud, su cui il dibattito insiste da decenni: è quella tra grandi centri urbani da una parte e piccoli comuni e aree rurali dall’altra. Ed è un paradosso che il turismo conosce bene: i borghi e i piccoli centri -destinazioni simbolo dell’estate italiana e del turismo esperienziale- sono esattamente i territori dove infrastrutture digitali, competenze ed ecosistemi d’innovazione faticano di più. Edizione dopo edizione, l’Osservatorio registra la stessa costante, ovvero, «un divario profondo tra consapevolezza e comportamento, tra ciò che le persone sanno e ciò che le persone fanno. Vale per i cittadini -attenti alla sostenibilità a parole più che nelle scelte concret e vale per le imprese: il 92% dei titolari di microimpresa considera la tecnologia un’opportunità, ma solo l’1% la traduce in una strategia». «Le vacanze sono il momento in cui il Paese fa i conti, senza accorgersene, con il proprio rapporto con il digitale – conclude Stefano Epifani, presidente della Fondazione per la sostenibilità digitale – Il viaggiatore che organizza tutto con l’intelligenza artificiale e l’albergatore che non sa a cosa serva sono le due facce della stessa Italia. Piaccia o no, la domanda si trasforma più velocemente dell’offerta: il punto non è rincorrere ogni tecnologia, è capire con quali strumenti il cliente ci sta scegliendo. O scartando».

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