Il 60% della spesa per il turismo si concentra in cinque regioni

Giu 23, 2026

Guida la classifica la Lombardia. Seguono il Lazio, il Veneto, l'Emilia Romagna e il Piemonte. L'analisi di Vamonos Vacanze
di Redazione

spesa turismoLe vacanze degli italiani valgono sempre di più, ma la capacità di spesa resta fortemente concentrata in poche aree del Paese. Secondo le elaborazioni di Vamonos Vacanze, tour operator specializzato in vacanze di gruppo, su dati Demoskopika, Istat, Banca d’Italia, Eurostat e dati proprietari, nel 2026 gli italiani spenderanno 120 miliardi di euro per viaggi e vacanze, tra destinazioni estere e nazionali. La novità è che quasi il 60 per cento di questa spesa si concentra in appena 5 regioni: Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte. Insieme generano oltre 70 miliardi di euro di domanda turistica, confermando come il turismo sia sempre più lo specchio della geografia economica italiana.

A guidare la classifica è la Lombardia con 28,7 miliardi di euro, pari a quasi un quarto dell’intera spesa turistica nazionale. Seguono Lazio (11,3 miliardi), Veneto (10,9 miliardi), Emilia Romagna (10,2 miliardi) e Piemonte (9,3 miliardi). Completano la top ten Campania (8,7 miliardi), Toscana (8,1 miliardi), Sicilia (6,9 miliardi), Puglia (5,9 miliardi) e Liguria (3 miliardi). Il dato più significativo riguarda proprio il peso della Lombardia, che da sola vale oltre il doppio del Lazio e supera anche Emilia Romagna e Veneto messe insieme. Un risultato che riflette non soltanto il livello dei redditi, ma anche una maggiore propensione al viaggio, una più elevata frequenza di acquisto e una forte presenza di collegamenti nazionali e internazionali. L’analisi evidenzia inoltre un marcato divario territoriale.

Le regioni economicamente più forti concentrano una quota crescente della domanda turistica, mentre molte aree periferiche del Paese presentano livelli di spesa significativamente inferiori. «Il turismo è sempre più una componente strutturale dei consumi delle famiglie italiane. Ma la distribuzione della spesa non è uniforme: le regioni con maggiore capacità reddituale continuano a generare una quota predominante della domanda turistica nazionale», spiegano gli analisti di Vamonos Vacanze. Secondo il tour operator, il dato conferma anche alcune tendenze già emerse nel mercato: prenotazioni più anticipate, maggiore ricorso alle formule organizzate e crescita dei viaggi di medio e lungo raggio. «Le vacanze non rappresentano più una spesa residuale – concludono da  Vamonos Vacanze – Gli italiani continuano a investire nel tempo libero e nelle esperienze, ma la geografia della spesa turistica segue sempre più da vicino quella della ricchezza e del reddito disponibile».

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