A scuola l’ansia da prestazione è troppo elevata

Apr 29, 2026

Per oltre uno studente su due la pressione sociale è insopportabile. Il sondaggio di Skuola.net
di Redazione

scuola e ansiaI recenti e dolorosi fatti di cronaca, che hanno visto giovani vite spezzarsi sotto il peso del proprio percorso di studi, hanno riaperto il vaso di Pandora di un tema che non può più essere ignorato: lo stato di tenuta psicologica degli studenti italiani. Perché, al di là dei casi estremi, sono tantissimi i ragazzi che vivono sotto la morsa dell’ansia da prestazione. A mostrarlo è un sondaggio lanciato da Skuola.net sui propri canali social, proprio all’indomani delle ultime due tragedie in ordine di tempo: quella di una studentessa universitaria di 23 anni che si è tolta la vita alla vigilia di una laurea – che però non avrebbe conseguito, avendo da tempo messo in pausa la carriera – e quella di un alunno di 13 anni che qualche ora prima aveva fatto altrettanto, probabilmente per via di un senso di inadeguatezza rispetto al proprio rendimento scolastico. L’indagine ha allargareto lo sguardo – anche perché gli episodi non accennano a fermarsi – e interrogare direttamente chi siede tra i banchi di scuola o nelle aule universitarie. E la loro risposta, purtroppo, è chiara e disarmante: la quasi totalità avverte una qualche forma di aspettativa attorno a sé, legata ai risultati negli studi (e nella vita in generale) e, per circa la metà, questo peso sta diventando insostenibile.

I dati emersi non lasciano spazio a interpretazioni. Su un campione di 905 partecipanti, ben il 52% – quindi più di 1 studente su 2 – ha dichiarato senza mezzi termini che la pressione sociale è diventata insopportabile. A questa fetta maggioritaria si aggiunge, poi, un altro 36% che ammette di accusare il colpo, dicendo: La sento ma riesco a sopportarla. Facendo i conti, sfioriamo il 90% di ragazzi che avvertono, in misura più o meno grave, il fiato sul collo delle aspettative altrui. Solamente una minuscola minoranza – appena il 12% – si dichiara immune, affermando di non sentire minimamente l’ansia derivante dal contesto in cui vive. Non si tratta ovviamente solo di numeri. Dietro ci sono i volti, le storie e i pensieri delle migliaia di ragazze e ragazzi che vivono questa pressione sulla propria pelle. Per questo, sotto il post Instagram che ha ospitato la rilevazione, si è innescato un vero e proprio sfogo collettivo che mescola rabbia, stanchezza e disillusione. Il dito è puntato soprattutto contro un sistema che spesso sembra premiare unicamente l’eccellenza assoluta e la velocità, non ammettendo fisiologici rallentamenti. «Lasciateci il diritto di sbagliare» è il grido di allarme che sintetizza perfettamente il pensiero di molti, portando a galla l’esigenza disperata di normalizzare il fallimento. «Un esame andato male o una bocciatura non definiscono chi siamo, ma per la società sembra di sì», fa notare amaramente un altro utente. A pesare, raccontano gli studenti, è in particolare una competizione che si è fatta logorante: «Il sistema ti chiede di arrivare primo e veloce, creando una gara tossica che ci toglie letteralmente il respiro». A questo si aggiunge un senso di profonda ingiustizia sociale, dove l’onestà e la fatica sembrano non bastare mai: «Sarà un discorso molto qualunquista il mio… – si legge in un commento – ma in un mondo dove ci sono stati approfittatori, pesa ancora di più doversi giustificare e dimostrare costantemente il proprio valore».

I casi di cronaca, per quanto inaccettabili e dolorosi, rappresentano dunque solo la punta di un iceberg molto più profondo e silenzioso. Il vero dato su cui la scuola, le università e le famiglie dovrebbero riflettere è proprio quel 52% di ragazzi per cui la quotidianità è diventata una montagna troppo ripida da scalare. Il dover costantemente dimostrare qualcosa a qualcuno sta minando le fondamenta psicologiche dei giovani, trasformando i luoghi di formazione da spazi di crescita a palcoscenici su cui si è costretti a esibirsi. E il giudizio del pubblico, confermano a gran voce gli studenti, è diventato davvero insopportabile.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Pin It on Pinterest

Privacy Policy Cookie Policy