Pagella da incubo? C’è ancora tempo per recuperare

Mar 23, 2026

Alcuni consigli degli esperti di Ripetizioni.it per recuperare il gap accumulato nel primo quadrimestre
di Redazione

pagella da incuboMancano poco meno di 100 giorni alla fine della scuola ma, anche se l’anno scolastico è agli sgoccioli, non è ancora tempo di verdetti finali. Ci sono oltre due mesi buoni di lezioni – con altrettante possibilità di verifiche scritte e orali – per recuperare una o più insufficienze rimediate in occasione della pagella del primo quadrimestre.  Anche se la prima pagella è stata da incubo, non bisogna perdere le speranze ma rimboccarsi le maniche. Come? Ad esempio mettendo in pratica i consigli d’oro degli esperti di Ripetizioni.it – la piattaforma italiana leader nelle lezioni private – che hanno messo a punto alcuni consigli per affrontare il secondo quadrimestre con il piede giusto, recuperando le lacune e persino migliorando i voti già sufficienti.

Il primo passo per recuperare è metabolizzare il colpo. Piangere sul latte versato o fare finta che la pagella non sia mai arrivata non risolve il problema. Gli studenti, al contrario, dovrebbero sedersi a tavolino, leggere i voti con oggettività e accettare la situazione. Il primo quadrimestre serve proprio a evidenziare le fragilità: prenderne atto è il miglior punto di partenza per costruire un piano d’attacco. Non tutte le insufficienze sono uguali e non possono essere trattate allo stesso modo. Un 5 (o 5 e mezzo) può essere considerato una lacuna lieve, spesso figlia della distrazione, di un singolo argomento non compreso a fondo o di un po’ di sfortuna in una verifica. E si può recuperare con un ripasso mirato e con una maggiore dose di attenzione in classe. Un 4 (o un voto addirittura inferiore), invece, è un campanello d’allarme strutturale: significa che in quella materia mancano le basi. A quel punto, non basta studiare di più ma bisogna letteralmente ritornare, quasi da zero, sui concetti del primo quadrimestre, per poter poi affrontare quelli nuovi. Anche la quantità conta. Avere una sola insufficienza permette un approccio da cecchino: lo studente può mantenere la sua routine quotidiana pressoché invariata, dedicando semplicemente qualche ora di studio extra a settimana a quella singola disciplina. Se le insufficienze sono due o più, invece, serve una riorganizzazione totale delle giornate. Il carico di lavoro va spalmato in modo chirurgico, creando una vera e propria tabella di marcia settimanale che impedisca di concentrarsi eccessivamente su una materia e di trascurare le altre. L’errore più tragico del secondo quadrimestre? Passare tutto il pomeriggio a studiare i capitoli vecchi per rimediare al brutto voto, finendo per bucare clamorosamente le verifiche sugli argomenti nuovi. Se ci sono insufficienze da recuperare, lo studio dovrebbe procedere su un doppio binario. Una soluzione potrebbe essere quella di dedicare i pomeriggi infrasettimanali a stare al passo con le spiegazioni correnti e a fare i compiti per il giorno dopo, mentre durante il weekend (o in alcune ore fisse al giorno prestabilite) viene aperto il cantiere per il recupero delle lacune arretrate.

Ci sono materie che tradizionalmente mietono più vittime di altre. La Matematica, il Greco, il Latino, la Fisica: sono soprattutto loro le bestie nere degli studenti, che generano un blocco psicologico ancor prima che didattico. Affrontarle leggendo cento volte la stessa formula o lo stesso testo non serve a nulla. Meglio smontare il problema e affrontarlo alla radice. Come, ad esempio, individuando l’esatto anello debole della catena – un’equazione non capita, una regola grammaticale mancante, ecc. – e per cominciare esercitarsi solo su quello, in modo pratico, facendo decine di esercizi mirati, partendo dai più semplici fino ad acquisire sicurezza. Per poi passare al resto. Quando c’è molto da recuperare, il tempo è tiranno. Leggere e ripetere mentalmente all’infinito è un metodo passivo, lento e inefficace. Bisogna passare allo studio attivo. L’uso di mappe concettuali, di schemi a cascata, di flashcards aiuta a sintetizzare meglio enormi volumi di informazioni. Anche spiegare i concetti ad alta voce, magari simulando di essere il professore, può essere un ulteriore modo per capire se un argomento è stato realmente interiorizzato o se ci sono ancora zone d’ombra.

Nella foga di rimediare ai votacci, molti studenti commettono l’errore di trascurare le materie in cui vanno bene o in cui comunque si difendono. Il risultato? A giugno le insufficienze potrebbero essere state recuperate, ma i 7 e gli 8 del primo quadrimestre si potrebbero essere trasformati in stentati 6. Per avere una pagella finale sicura e blindata, è fondamentale coccolare i voti alti. Non ci vuole poi così tanto: bastano un ripasso costante e un po’ di partecipazione attiva in classe per proteggere le eccellenze, che poi manterranno a galla la media generale. Parte del recupero inizia anche da una considerazione umana: il professore non è un nemico da combattere, ma l’arbitro che deciderà la promozione. Avere un atteggiamento rinunciatario, nascondersi all’ultimo banco o mostrarsi disinteressati di fronte al titolare della materia indigesta non fa che peggiorare il giudizio. Meglio cambiare approccio. Spostarsi nei primi banchi, prendere appunti, alzare la mano per fare domande se un concetto non è chiaro. Un docente che nota l’impegno e la reale forza di volontà di uno studente sarà molto più propenso a premiarne i miglioramenti. Il secondo quadrimestre è breve e le occasioni per prendere un bel voto scarseggiano man mano che ci si avvicina alla fine dell’anno. Aspettare in silenzio di essere chiamati a sorpresa potrebbe generare tanta ansia, con il rischio ulteriore che la verifica capiti in un giorno di scarsa forma o preparazione. La mossa vincente, invece, prevede di giocare in anticipo, offrendosi volontari per le interrogazioni. Questo permette, infatti, di scegliere il giorno del giudizio, di arrivare preparati al 100 per cento su un argomento e di dimostrare al professore una maturità e una presa di responsabilità che verranno sicuramente apprezzate.

 

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