Il clima rischia di cancellare le Olimpiadi invernali

Mar 13, 2026

In meno di trenta anni addio al 44 per cento delle sedi olimpiche. Il report di Nevediversa di Legambiente
di Redazione

clima olimpiadiIl futuro dei grandi eventi invernali a partire dalle Olimpiadi è a rischio. E’ un altro campanello di allarme che arriva dal report Nevediversa di Legambiente. A rischio, perchè? «Perchè in meno di trent’anni – dice Legambiente – secondo gli ultimi studi scientifici, si perderà l’affidabilità climatica del 44 per cento delle sedi olimpiche. Il dato più critico riguarda i Giochi Paralimpici: programmati solitamente a marzo, vedranno sparire il 76% delle sedi idonee: solo 22 su 93 rimarranno utilizzabili».

«E’ chiaro che questi eventi – fa sepere l’associazione ambientalista – rappresentano ormai un modello in cui le gare dipendono pressoché da infrastrutture artificiali, in un ambiente montano sempre più fragile e imprevedibile. Il bilancio delle stesse Olimpiadi Milano Cortina 2026 non è dei migliori: tra ritardi, costi elevati, opere faraoniche, mancate promosse, un lascito pieno di perplessità” su cui l’associazione ritiene “fondamentale aprire un confronto e una discussione che coinvolga tutti i soggetti interessati, dalle comunità locali, le associazioni e le organizzazioni di categoria fino agli enti regionali e nazionali per una valutazione finale condivisa e utile per un futuro che prenda atto della crisi climatica».

Sulle Alpi – stando ai dati Eurac Research – la stagione nevosa dura oggi 22-34 giorni in meno rispetto a 50 anni fa, con una contrazione di 10-20 giorni del periodo di copertura tra il 1982 e il 2020. Inoltre, si registra un calo superiore al 30% sia della profondità del manto nevoso sia dello Swe (Snow Water Equivalent), ovvero la quantità d’acqua immagazzinata nella neve e quindi la reale riserva idrica stagionale. Sugli Appennini la presenza di neve è sempre più instabile. Anche i dati sul turismo della neve sono col segno meno, complice il rincaro dei prezzi: l’Osservatorio Italiano del Turismo Montano (JFC), ha stimato per la stagione 2025-2026 un calo del 14,5% del numero degli sciatori giornalieri e una flessione del 3,9% del numero degli italiani che soggiornano su Alpi e Appennini, anche se restano comunque tanti, per un volume economico che supera i 12 miliardi di euro, di cui circa 6 miliardi nel settore dell’ospitalità. «Anche le Olimpiadi invernali – conclude  Vanda Bonardo, responsabile Alpi Legambiente – soffrono sempre di più la crisi climatica, occorre ripensare il loro modello di gestione».

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