Il welfare aziendale è una priorità per i lavoratori

Mar 9, 2026

Quattro aziende su 10 hanno introdotto dei piani su misura per i collaboratori, mentre il 33,3 per cento ha intenzione di farlo nel prossimo futuro. La nona edizone del Rapporto Eudaimon Censis
di Redazione

wlfare aziendaleIl welfare aziendale si conferma una leva strategica per le imprese italiane: l’87,3% lo considera un fattore decisivo di attrazione e fidelizzazione dei talenti. Eppure, nonostante questa centralità, solo 4 aziende su 10 (43,3%) hanno introdotto dei piani su misura per i collaboratori, mentre il 33,3% ha intenzione di farlo nel prossimo futuro. A fotografare questa distanza tra ambizione e realtà è la nona edizione del Rapporto Eudaimon Censis: «A ognuno il suo welfare aziendale: la sfida praticabile». Un titolo che sottolinea l’esigenza, per le imprese, di adottare soluzioni di welfare aziendale flessibili, sostenibili e coerenti con le specifiche esigenze delle persone.

L’indagine, realizzata con il contributo di Campari, Credem, Edison e Michelin e presentata presso l’headquarter di Campari Group, fotografa una relazione in profonda trasformazione tra capitale umano e sistema aziendale. In uno scenario in cui le aspettative dei lavoratori si fanno sempre più articolate – dalla ricerca di un equilibrio vita lavoro alla crescente richiesta di avere a disposizione soluzioni e benefit personalizzati – il welfare aziendale acquisisce un ruolo sempre più strategico, passando da elemento accessorio a componente strutturale: la quasi totalità (92%) delle imprese con più di 50 dipendenti ha, infatti, già attivato misure dedicate. Tra queste, spiccano in particolare quelle di integrazione al reddito (86,2%) come buoni pasto e buoni acquisto; seguite da coperture sanitarie e servizi medici (76,8%) e previdenza complementare (69,6%). Ne consegue una nuova configurazione nella relazione tra persone e imprese, le quali sono chiamate a diventare partner nella costruzione di un benessere integrato vita lavoro, attraverso soluzioni semplici, accessibili e su misura.

La personalizzazione, quindi, non rappresenta più un’opzione, ma una condizione imprescindibile per i collaboratori, che dimostrano di apprezzare un approccio su misura, poiché oltre l’84% ritiene che soluzioni personalizzate migliorino motivazione e produttività e più dell’83% chiede alle imprese un impegno concreto sul proprio benessere complessivo. Inoltre ben il 71,3% dei dipendenti dichiara che, se dovesse scegliere un nuovo posto di lavoro, opterebbe per un’azienda anche in virtù del suo welfare aziendale.  «Dal nuovo Rapporto – dice Alberto Perfumo, ceo di Eudaimon, ora Epassi Italia- emerge con forza il tema della personalizzazione del welfare aziendale: le persone si attendono che le risposte delle imprese non siano standardizzate, ma costruite sulle loro esigenze specifiche. Se per l’azienda questo rappresenta un asset competitivo nell’attrazione e nella fidelizzazione dei talenti, per i lavoratori costituisce un segnale concreto di attenzione al benessere complessivo, che va oltre la sola dimensione della performance».

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