Scuola e lavoro. I giovani chiedono più orientamento

Mar 5, 2026

Gli studenti chiedono una scuola più connessa al mondo reale. La survey nazionale di Orienta
di Redazione

scuola e lavoroI giovani chiedono un ponte più solido e concreto tra scuola e mercato del lavoro. E’ quanto emerge dalla survey di Orienta – realizzata durante i roadshow di orientamento che hanno toccato Bari, Bologna, Bolzano, Catania, Fossano (Cn), Ivrea (To), Milano, Mirandola (Mo), Palermo, Perugia, Pescara, Rimini, Roma, Rovereto (Tn) e Sant’Antimo (Na), coinvolgendo oltre 2.300 studenti di 19 scuole italiane e di 110 aziende.  Il giudizio sull’orientamento scolastico è spaccato. Il 43,3% degli studenti ritiene efficaci le azioni messe in campo dal proprio istituto, ma il 42,76% si dichiara insoddisfatto e il 13,9% non sa esprimersi. In sostanza, quasi uno studente su due non percepisce un accompagnamento adeguato verso il lavoro o la scelta universitaria. E quando si chiede cosa servirebbe davvero, la risposta è netta: il 35,67% indica come priorità le gite del lavoro, ovvero visite e esperienze dirette nelle aziende. Seguono corsi ed eventi su orientamento e mercato del lavoro (27,41%) e più ore di Pcto (20,46%). Solo il 3,82% ritiene che la scuola faccia già abbastanza.

«I dati ci dicono con chiarezza che i giovani vogliono più mercato del lavoro dentro la scuola, non fuori – spiega Marco Vigini, responsabile network area giovani Orienta – Chiedono esperienze concrete, contatto diretto con le aziende, orientamento continuo e formazione sulle competenze trasversali. Il problema non è la mancanza di motivazione, ma di strumenti. Oltre il 70% non conosce davvero cosa sia il networking e più dell’84% non ha un profilo LinkedIn. Questo crea una frattura tra come si studia e come oggi si trova lavoro. Investire sull’educazione relazionale significa rendere più meritocratico e trasparente l’accesso alle opportunità». Quando si analizzano gli strumenti ritenuti più importanti per trovare lavoro emerge grande pragmatismo: il 34,37% indica curriculum e lettera di presentazione come leva principale. Subito dopo viene segnalata un’ampia rete di relazioni (18,84%) e il profilo LinkedIn (12,18%). Solo il 3,39% ritiene determinante la popolarità sui social. Eppure l’84,33% degli studenti non possiede un profilo LinkedIn, segnale di una distanza tra consapevolezza e utilizzo concreto degli strumenti professionali digitali. Tra i canali formali per l’ingresso nel mercato prevalgono uffici placement scolastici e universitari (18,91%), agenzie per il lavoro (15,01%) e Career Day (11,85%).

Tra i canali informali risultano centrali amicizie (20,7%) e conoscenze diversificate (19,41%). La dimensione relazionale si conferma quindi rilevante nell’immaginario dei giovani. Proprio sul tema delle relazioni emergono però alcune lacune culturali. Il 70,02% degli studenti dichiara di non conoscere la teoria dei legami deboli e dei legami forti applicata alla ricerca del lavoro, mentre solo il 33,84% afferma di sapere realmente cosa sia il networking. Il 46,96% ne ha sentito parlare ma senza comprenderlo pienamente e il 19,2% non ne ha mai sentito parlare. Un dato incoraggiante riguarda invece la percezione etica: il 55,65% distingue chiaramente networking e raccomandazione, mentre solo il 4,98% li considera la stessa cosa. Segno che i giovani non chiedono scorciatoie, ma strumenti trasparenti e meritocratici per costruire il proprio capitale relazionale. La Survey di Orienta racconta una generazione consapevole del valore delle competenze e delle relazioni, ma che chiede con forza una scuola più connessa al mondo reale. Per istituzioni, imprese e sistema educativo il messaggio è chiaro: l’orientamento non può essere episodico, ma deve diventare parte strutturale del percorso formativo.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Pin It on Pinterest

Privacy Policy Cookie Policy