Fuochi pirotecnici. A fine anno evitiamoli

Dic 31, 2025

Possono causare shock e morte tra gli animali domestici e la fauna selvatica. Le raccomandazioni del Wwf Italia
di Redazione

fuochi d'artificio«Provocano traumi, disorientamento, fughe caotiche e shock immediati negli animali selvatici, con conseguenze spesso mortali: ma anche effetti a lungo termine, come alterazioni comportamentali e danni al sistema riproduttivo. Causano panico, ansia e stress negli animali domestici. Non solo: i botti in città possono danneggiare anche la vegetazione: le alte temperature e le scintille possono innescare incendi o provocare bruciature a chiome e tronchi di alberi, mentre i residui chimici ricadono sul suolo compromettendo la salute di  alberi e aiuole urbane». Lo dichiara il Wwf Italia.

«A tutto questo – spiega l’associazione ambientalista – si aggiunge un inquinamento atmosferico non trascurabile, per la presenza di metalli pesanti, particolato e perclorati. Stiamo parlando dei fuochi pirotecnici, che salutano ogni 31 dicembre l’arrivo del nuovo anno. Una tradizione che ha portato negli anni anche morti e feriti gravi tra le persone e che sarebbe ora di abbandonare, per noi e per i nostri amici animali. Magari sostituendoli con opzioni a basso rumore oppure giochi di luci». Il Wwf lancia un appello ai comuni affinché vietino, con una apposita ordinanza, i botti di Capodanno nel loro territorio, come Roma e altri comuni hanno fatto negli ultimi anni, purtroppo con un livello di rispetto delle regole ancora troppo basso da parte dei cittadini. Proprio nella Capitale, nel Capodanno 2021, forse per festeggiare l’uscita dal lockdown, in alcune zone i romani si sono svegliati la mattina del primo gennaio davanti al triste spettacolo di un tappeto di uccelli morti sull’asfalto, perlopiù passeri e storni. Anche nel 2023 le scene si sono ripetute. «I fuochi pirotecnici – prosegue il Wwf Italia – producono anche notevoli emissioni di sostanze altamente inquinanti che contribuiscono in modo significativo all’inquinamento chimico del suolo, dell’acqua e dell’aria. Le detonazioni rilasciano metalli pesanti, particolato fine e perclorati, sostanze persistenti e tossiche che rappresentano un rischio per la salute umana e animale. Oltre all’impatto diretto sulla qualità dell’aria, queste sostanze possono accumularsi negli ecosistemi e contaminare alimenti e corsi d’acqua, con effetti a lungo termine sulla biodiversità e sull’equilibrio ambientale. «Ogni inizio anno i notiziari ci raccontano di ferimenti e incidenti causati dai botti – dice Eva Alessi,  responsabile sostenibilità Wwf Italia – Le sofferenze degli animali difficilmente verranno raccontate ma sono ormai documentate. Basta vedere come reagiscono i nostri animali domestici, terrorizzati, con il cuore impazzito, mentre cercano rifugio sotto letti o tavoli. Ci vuole poco ad immaginare le conseguenze per la fauna selvatica. Per molti la fuga improvvisa si conclude con la morte. Come WWF chiediamo ai Comuni di emettere con anticipo ordinanze di divieto di botti, petardi e fuochi pirotecnici, vigilando in anticipo per prevenire situazioni di pericolo».

Cani e gatti possiedono un udito molto più sensibile di quello umano. Gli esseri umani percepiscono suoni tra circa 20 Hz (infrasuoni) e 20mila Hz (ultrasuoni), mentre il cane può udire frequenze fino a circa 60mila Hz e il gatto fino a 70mila Hz. Anche negli animali di allevamento, come mucche, cavalli e conigli, le esplosioni possono avere effetti gravi: lo spavento intenso può infatti provocare traumi, stress elevato e in casi estremi, persino l’aborto. Si stima che ogni anno in Italia migliaia di animali muoiano a causa dei botti di fine anno. Di questi circa l’80 per cento sono animali selvatici, soprattutto uccelli, tra cui rapaci che, spaventati, perdono l’orientamento e finiscono spesso contro ostacoli. Molti abbandonano improvvisamente il loro dormitorio invernale (alberi, siepi o tetti) e vagano al buio senza trovare riparo, morendo per il freddo a causa del dispendio energetico improvviso in una stagione caratterizzata da basse temperature e scarsità di cibo.

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