Un tempo viaggiare da soli era considerato un piano di riserva: qualcosa da fare in mancanza come scelta forzata. Oggi è diventato un vero e proprio stile di vita. Sempre più persone scelgono di partire da sole, per sentirsi più libere, più consapevoli e più aperte a nuove esperienze. E secondo le ultime statistiche, i single viaggiano più – e più spesso – delle coppie. Secondo una ricerca pubblicata da Grand View Research, il mercato globale del turismo per single ha raggiunto nel 2024 un valore di oltre 482 miliardi di dollari, con una previsione di crescita annuale del +14,3% fino al 2030. Entro quella data, potrebbe superare i mille miliardi. Anche in Italia il trend è evidente: un’inchiesta riportata da Sky Tg24 segnala che un viaggiatore su tre parte senza partner né figli, un numero in costante aumento soprattutto nella fascia d’età tra i 35 e i 55 anni. Dimenticate l’idea del viaggiatore solitario triste o spaesato. I nuovi single che scelgono di viaggiare da soli sono persone attive, curiose, spesso con una carriera avviata e una forte indipendenza economica. Alcuni sono appena usciti da una relazione, altri hanno sempre viaggiato in coppia e ora vogliono riscoprire sé stessi. Altri ancora sono semplicemente abituati a scegliere senza dover mediare. Secondo un approfondimento di GreenCity, questa categoria di viaggiatori si distingue per dinamismo e apertura: quello che cercano non è solo una vacanza, ma connessioni autentiche, esperienze condivise, e la possibilità di uscire dalla comfort zone.
I viaggiatori single non solo partono più frequentemente, ma tendono anche a spendere di più rispetto alle coppie. Secondo un’analisi di Italia a Tavola, la spesa media giornaliera di un single si attesta intorno ai 180 euro, contro i 105 euro per persona nelle coppie, con una differenza del 45% . Questo divario si riflette anche in specifiche voci di spesa: per esempio, un single può spendere fino a 50 euro a pasto, mentre una coppia si attesta sui 25 euro a persona. Le attività di svago e gli acquisti seguono lo stesso trend, con i single che investono circa 100 euro al giorno per attività ricreative, rispetto ai 100 euro totali spesi dalle coppie. Questa differenza è attribuibile a vari fattori, tra cui l’assenza di economie di scala nelle spese individuali e una maggiore propensione dei single a concedersi esperienze personalizzate e di qualità superiore durante i viaggi. Inoltre, i single spesso optano per soluzioni di alloggio più centrali o boutique, che, sebbene più costose, offrono esperienze più immersive e personalizzate.
D’altra parte, le coppie tendono a pianificare con maggiore anticipo, cercando offerte e pacchetti che permettano di ottimizzare i costi. La condivisione delle spese per alloggio, trasporti e pasti consente alle coppie di ridurre significativamente il costo per persona. Secondo un’indagine di Confcommercio in collaborazione con SWG, la spesa media complessiva pro capite prevista per le vacanze estive è pari a 1.190 euro, con le coppie che spesso riescono a mantenere i costi entro questo budget grazie alla condivisione delle spese. In sintesi, mentre i single mostrano una maggiore disponibilità a investire in esperienze di viaggio più costose e personalizzate, le coppie tendono a ottimizzare le spese attraverso la condivisione e la pianificazione, evidenziando approcci distinti ma entrambi significativi nel panorama del turismo contemporaneo. Un sondaggio condotto dal tour operator Speed Vacanze ha evidenziato un dato interessante: il 72% dei partecipanti ha dichiarato di aver stretto legami duraturi durante il viaggio. Più sorprendente ancora: il 31% ha iniziato una relazione sentimentale nel corso della vacanza. Il viaggio, quindi, non è solo una fuga dalla routine, ma un’occasione per incontrare l’altro. E in un’epoca in cui la connessione è sempre più digitale, la ricerca di rapporti umani “reali” sta diventando un’esigenza.
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