Italiani e pandemia. Dopo il Covid più sostenibili e on line

Feb 10, 2025

di Redazione

italiani e pandemiaItaliani e pandemia. Dopo il Covid circa il 30% della popolazione italiana ha aumentato l’uso di internet per il tempo libero (fare la spesa, acquisto di abbigliamento, cosmesi e pasti, lettura, prenotazione degli alberghi, film, videogiochi, gioco d’azzardo e dating online), il tempo trascorso in casa e ha adottato comportamenti sostenibili nella vita quotidiana (bere l’acqua dal rubinetto, l’uso più parsimonioso dei fogli di carta, l’utilizzo dei detersivi ecologici, l’acquisto di prodotti sfusi e a kilometro zero, la preferenza dell’usato al nuovo, il minore consumo di carne e la raccolta differenziata). Un cambiamento che ha riguardato in modo disomogeneo la popolazione, in particolare i giovani più degli anziani, gli uomini più delle donne, gli abitanti delle città più densamente popolate rispetto alle altre. E’ quanto emerge da una ricerca condotta dall’Università Cattolica del Sacro Cuore dal titolo ‘Behavioural Change: prospettive per la stabilizzazione di comportamenti virtuosi verso la sostenibilità’, che ha analizzato l’impatto duraturo della pandemia da Covid-19 sulle abitudini degli italiani.

Lo studio ha coinvolto un campione di 4.576 persone (2.021 nella prima rilevazione, 2.555 nella seconda), la cui distribuzione per genere, età, titolo di studio e condizione occupazionale rispecchia quella della popolazione italiana residente. I due campioni sono stati interpellati in due occasioni (giugno 2021 e giugno-luglio 2023) per valutare i cambiamenti comportamentali sia durante sia dopo l’emergenza sanitaria.  L’utilizzo di internet, per lavoro o tempo libero, è aumentato in modo strutturale (rispettivamente +23% e 37%), ma con differenze significative tra fasce di età e livelli di istruzione: ad esempio, il 36% dei laureati ha aumentato strutturalmente l’utilizzo di internet per lavoro contro il 18% dei meno istruiti e le percentuali salgono rispettivamente a 43% e 32% per l’utilizzo del web nel tempo libero.

I comportamenti sostenibili si sono consolidati, con 3 intervistati su 10 che dichiarano di averne aumentato l’adozione in maniera strutturale. La loro adozione rimane disomogenea sul territorio nazionale: nelle grandi e medie città circa un intervistato su tre dichiara di aver aumentato in maniera strutturale l’adozione di comportamenti sostenibili, mentre la percentuale è del 17% nelle zone meno densamente popolate, e questa differenza è particolarmente marcata nelle regioni del Sud. «La pandemia ha agito come uno shock esogeno – hanno affermato Emanuela Mora e Mario Maggioni, coordinatori della ricerca – che ha accelerato trasformazioni già in atto, ma la sua influenza sulla popolazione è stata disomogenea. Questo evidenzia la necessità di politiche mirate a favorire l’adozione di comportamenti virtuosi e a ridurre le disuguaglianze».

 

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