Traffico illecito di rifiuti. Misure cautelari tra Puglia e Campania

Feb 6, 2025

di Redazione

traffico illecito di rifiutiI carabinieri del gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza energetica di Napoli, insieme con i carabinieri dei comandi provinciali territorialmente competenti, hanno eseguito, nelle province di Bari, Taranto, Trani Barletta, Brindisi, Caserta, Napoli, Avellino, Cosenza, Matera, Campobasso, Viterbo e Potenza, un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di nove soggetti ritenuti responsabili a vario titolo del reato di associazione a delinquere, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, impedimento al controllo e gestione illecita di rifiuti.

L’ordinanza cautelare emessa dal gip del Tribunale di Lecce fa riferimento a una serie di condotte illecite riscontrate nel corso di una complessa attività investigativa, condotta dai carabinieri del Noe di Lecce, Bari e Napoli, che ha avuto inizio nel giugno del 2023 e si è protratta per diversi mesi, interessando diverse regioni. L’indagine, focalizzata a contrastare il fenomeno dell’abbandono di rifiuti speciali pericolosi e non, ha consentito di accertare a carico indagati, che si associavano tra di loro, plurime attività organizzate finalizzate al traffico illecito di rifiuti. Gli stessi, attraverso una falsa autorizzazione ambientale che attestava in capo all’impresa EKO srl di Onano (Vt) la disponibilità di un impianto autorizzato al trattamento dei rifiuti nonché per il tramite dell’utilizzo di formulari recanti indicazioni mendaci in ordine al luogo di conferimento per il successivo recupero, effettuavano numerose operazioni illecite di movimentazione di grosse quantità di rifiuti industriali, provenienti da Puglia e Campania e dirette per l’illecito smaltimento nella stessa Puglia, Calabria, Campania e Basilicata (in località ricadenti nelle province di Taranto, Cosenza, Avellino e Matera), che venivano smaltiti o previo sversamento sul suolo o abbandonati all’interno di capannoni in disuso.

Dall’analisi delle modalità di tali sversamenti, gli investigatori del Noe, coordinati dalla Dda leccese, hanno focalizzato l’attenzione su una ben strutturata organizzazione criminale dedita allo smaltimento di rifiuti speciali di origine campana. Infatti, sin dall’inizio delle investigazioni, si è appurato che i rifiuti speciali, codici EER 191212 e 150106, organizzati in balle reggiate composte prevalentemente da scarti provenienti dal trattamento dei rifiuti speciali/industriali e frazione indifferenziata di RSU, nonché scarti tessili, dopo essere stati raccolti e trasportati, invece di essere conferiti in siti di smaltimento e/o recupero autorizzati, al fine di conseguire un ingiusto profitto rappresentato dal risparmio di spesa, venivano, dopo essere stati prelevati dai luoghi di produzione, trasportati e smaltiti abusivamente in terreni o in capannoni abbandonati. A Villapiana (Cs), Cassano allo Ionio (Cs), Ferrandina (Mt), Pulsano (Ta) sono stati individuati i siti di abbandono degli ingenti quantitativi di rifiuti, oggetto dell’illecito traffico. Le aree interessate, alcune di particolare pregio naturalistico, affacciate su strade comunali e provinciali a ridosso delle aree rurali più isolate, sono divenute autentiche discariche abusive a cielo aperto, dove i rifiuti una volta scaricati in alcune circostanze venivano dati alle fiamme, rendendo l’aria irrespirabile. L’attività criminale ha consentito agli indagati di introitare un illecito profitto pari all’incirca a un milione euro, somma di cui è stato disposto il sequestro per equivalente. Sequestrate anche tre società di trattamento/recupero rifiuti di Giugliano (Na), Onano (Vt), San Martino Valle Caudina (Av), tre capannoni industriali a Pulsano (Ta) e Cassano allo Ionio (Csa), due terreni agricoli a Villapiana (Cs), 25 automezzi (rimorchio e motrice). Oltre a quelle colpite dal provvedimento cautelare sono altre 34 le persone coinvolte e deferite all’autorità giudiziaria.

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