Clima e salute. Si studieranno gli impatti dei cambiamenti climatici

Ott 21, 2024

L'European Network on Climate & Health Education inserirà l'insegnamento nei programmi di studio con l'obiettivo di aiutare i futuri medici a riconoscere, prevenire e trattare il crescente peso della crisi climatica sulla salute pubblica
di Redazione

clima e saluteMentre l’Europa registra l’estate più calda di sempre, 25 università europee lanciano una Rete con l’obiettivo di dotare oltre 10mila studenti di medicina delle conoscenze e delle competenze necessarie per rispondere all’impatto dei cambiamenti climatici sulla salute delle persone e fornire un’assistenza sanitaria più sostenibile. L’European Network on Climate & Health Education, fondato da scuole di medicina di Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Polonia, Portogallo, Slovenia, Svezia, Spagna, Svizzera e Regno Unito, inserirà l’insegnamento sul clima e la salute nei programmi di studio con l’obiettivo di aiutare i futuri medici a riconoscere, prevenire e trattare il crescente peso della crisi climatica sulla salute pubblica, oltre che offrire soluzioni sanitarie sostenibili.

Attualmente, la formazione medica non include sempre un insegnamento sui legami tra clima e salute, materia nella quale la formazione dipende spesso dalle conoscenze dei singoli membri della facoltà e dal coinvolgimento di gruppi di studenti. La Rete si pone come obiettivo quello di offrire nei programmi di laurea le migliori conoscenze e competenze per affrontare le minacce attuali e future per la salute legate al clima. In futuro, la Rete potrebbe valutare la possibilità di un ampliamento per coinvolgere altri operatori sanitari e collaborare in altre aree geografiche, con lo scopo di promuovere la resilienza climatica nei sistemi sanitari. La Rete sarà presieduta dall’Università di Glasgow e diventerà un polo regionale del Global Consortium on Climate and Health Education (GCCHE) della Columbia University Mailman School of Public Health che metterà a disposizione della Rete competenze e consulenza, oltre a promuovere la collaborazione transatlantica sulla formazione in tema di clima e salute.

Nei primi tre anni di attività, la Rete europea si propone di formare almeno 10mila studenti delle università partecipanti, avvalendosi delle più recenti risorse scientifiche e didattiche, e di invogliare altri soggetti a unirsi alla collaborazione. La Rete sarà inoltre sostenuta da primarie organizzazioni sanitarie, tra le quali AstraZeneca, Bupa, GSK, Novartis, Novo Nordisk, Roche, Sanofi e l’Oms, in quanto partecipanti alla Sustainable Markets Initiative Health Systems Task Force, collaborazione pubblico privato tra capi d’azienda e leader di imprese farmaceutiche e sanitarie globali impegnati ad accelerare la decarbonizzazione dei sistemi sanitari. «Gli impatti sulla salute causati dal cambiamento climatico non sono minacce ipotetiche per il futuro; sono qui, adesso – ha dichiarato Tedros Ghebreyesus, Director-General of the World Health Organization – L’oms sta supportando i paesi nel costruire sistemi sanitari resilienti al clima e rispettosi dell’ambiente, il che include fornire agli operatori sanitari le competenze necessarie per affrontare questa grande sfida per la salute pubblica».

«Come membro della Task Force Sustainable Markets Initiative Health System – ha concluso Francesco Svelto, Rettore dell’Università di Pavia – sono molto lieto che le principali scuole di medicina europee stiano collaborando con i leader della sanità globale per affrontare le sfide del clima e della salute che ci troviamo ad affrontare, che sono interconnesse tra loro. Lavorando insieme oltre i confini nazionali possiamo contribuire a creare soluzioni per migliorare la salute delle persone e del Pianeta».

 

 

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