Estate salata. Gli affitti volano in alto

Ago 14, 2024

I dati di SoloAffitti: per una notte si spende mediamente 210 euro a testa
di Redazione

estate salataEstate salata per gli affitti delle case vacanza. Secondo i dati elaborati da SoloAffitti, rete che opera nel mercato delle locazioni, quest’anno si è registrato mun aumento medio delle prenotazioni pari al 13% e una crescita dei prezzi pari all’8% rispetto all’estate 2023, con un prezzo medio a notte che si attesta a 210 euro a persona. Il 25% degli intervistati segnala come la stagione sia iniziata in ritardo rispetto all’anno precedente: il meteo incerto di giugno ha rallentato la partenza della stagione turistica in molte località e la tendenza sempre più diffusa a prenotazioni last minute amplifica l’effetto del meteo e degli eventi contingenti sull’andamento delle prenotazioni. Anche quest’anno si conferma il trend della vacanza mordi e fuggi: per quasi la metà delle prenotazioni (il 48,6%), la durata media dei soggiorni è riferita al solo weekend o comunque a non più di 3 notti; seguono, con il 28,6%, prenotazioni riferite alla settimana, mentre il 14,3% delle prenotazioni abbraccia un intero mese; meno diffuso il taglio delle 2 settimane di soggiorno, che rappresenta solo l’8,6% dei soggiorni prenotati.

Chi sceglie l’appartamento in affitto per le vacanze? Nell’estate salata, l’identikit più diffuso dei viaggiatori che scelgono il soggiorno in appartamento è quello della famiglia con figli, che rappresenta il 45,7% del totale delle prenotazioni; seguono le coppie senza figli, al 40% e infine i single che rappresentano il 14,3% del totale. «I dati – dice l’Ad di SoloAffitti Silvia Spronelli – relativi ai canoni degli affitti brevi sono in accordo con l’andamento degli aumenti legati all’inflazione. Nonostante l’incremento generalizzato dei prezzi degli affitti dovuto a un adeguamento dei canoni di locazione rispetto all’anno precedente, non si rinuncia alle vacanze, ma piuttosto si riducono le tempistiche del viaggio e si va a caccia dell’offerta dell’ultimo minuto».

Allargando il focus dalle sole località turistiche e dalla stagione estiva alla richiesta di affitti brevi nelle grandi città, emerge che già da alcuni mesi la rete SoloAffitti sta registrando una saturazione dell’offerta nei mercati di alcune zone. Ad esempio a Milano, dove l’offerta di affitti brevi ha ormai superato la domanda, riducendo il tasso di occupazione di tanti immobili in affitto breve. Viste le spese da sostenere se si destina il proprio immobile all’affitto breve (dalle commissioni alle piattaforme di prenotazione, alle utenze, alle spese di pulizia, di manutenzione, eccetera) e quelle che nel caso dell’affitto breve rimangono sul proprietario, come la Tari e le spese condominiali ordinarie, che nell’affitto a medio lungo termine ricadono invece sull’inquilino, oltre a una tassazione in linea di massima più elevata per l’affitto breve (il 21% di cedolare secca per il primo immobile e il 26% dal secondo immobile affittato con la locazione breve, contro il 10% per chi  affitta a canone concordato con un contratto 3+2), l’affitto breve rimane conveniente per il proprietario solo se il tasso di occupazione dell’immobile non scende sotto certe soglie: intorno al 60% almeno.

 

 

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