L’Everest è un cimitero a cielo aperto

Lug 5, 2024

Lo scioglimento di ghiacci e delle nevi perenni dovuto ai cambiamenti climatici sta facendo affiorare gli alpinisti morti
di Redazione

everestUn cimitero a cielo aperto, da cui stanno affiorando centinaia di cadaveri. Persone morte nel tentativo di scalare l’Everest, la montagna più alta del mondo con i suoi 8.849 metri, quasi 200 in più del K2 e poi i loro corpi sono rimasti lì, finiti dentro crepacci oppure sepolti e nascosti da nevi e ghiacci perenni. Ma le cose stanno cambiando, visto che i cambiamenti climatici stanno innescando un fenomeno inedito di scioglimento dei ghiacci. E come conseguenza stanno affiorando centinaia di cadaveri. Alpinisti, scalatori, avventurieri. Ed è per questo che un team di esperti ha deciso di partire per tentare una una missione di recupero. L’obiettivo è recupere i cadaveri. Si tratta di una spedizione che è faticosa, pericolosa e anche costosissima, che è stata affidata ad Aditya Karki, maggiore dell’esercito a capo di una squadra di 12 soldati e 18 alpinisti. Sono state individuate anche 11 tonnellate di rifiuti, fra tende, attrezzatura, bombole.

Finora sarebbero stati recuperati cinque corpi congelati, due dei quali sono stati preidentificati in attesa di test dettagliati per confermarela loro identità, secondo Rakesh Gurung del ministero del Turismo del Nepal. L’alpinista che ha guidato la spedizione, Tshiring Jangbu, ha raccontato che ci sono volute 11 ore per liberare uno dei cadaveri, che era bloccato all’interno del ghiaccio. E’ stato liberato con acqua calda e poi è servita un’ascia per rompere ghiaccio e roccia.  Dall’inizio delle spedizioni negli anni 20 dello scorso secolo sono più di 300 le persone morte sulla vetta dell’Himalaya. Otto soltanto nell’ultima stagione. Molti dei cadaveri che stanno emergendo sull’Everest sono stati individuati nella parte che è nota come la Zona della morte. E’ una parte della montagna, oltre i 7.600 metri di altezza, dove l’ossigeno è scarsissimo e l’aria è rarefatta. Una condizione che aumenta molto il rischio di malori fatali. L’idea della missione di recupero non è piaciuta a tutti.

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