Ripristino della Natura. Ecco il regolamento Ue

Giu 18, 2024

Dopo la pubblicazione in Gazzetta direttamente sarà applicabile in tutti gli Stati membri
di Redazione

ripristino della naturaIl Consiglio europeo ieri ha adottato formalmente il primo regolamento sul ripristino della natura. La Legge per il ripristino della natura mira a mettere in atto misure per riparare almeno il 20 per cento delle aree terrestri e marittime dell’Ue entro il 2030 e tutti gli ecosistemi che necessitano di ripristino entro il 2050. Il regolamento stabilisce obiettivi e obblighi specifici e giuridicamente vincolanti per gli ecosistemi elencati, da quelli terrestri a quelli marini, di acqua dolce e urbani. Il regolamento mira a mitigare il cambiamento climatico e gli effetti dei disastri naturali. Aiuterà l’Ue a rispettare i suoi impegni ambientali internazionali e a ripristinare la natura europea.

Il regolamento sarà ora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Ue e poi entrerà in vigore. Diventerà direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Entro il 2033, la Commissione esaminerà l’applicazione del regolamento e i suoi impatti sui settori agricolo, della pesca e forestale, nonché i suoi effetti socioeconomici più ampi. Il regolamento copre una serie di ecosistemi terrestri, costieri e di acqua dolce, forestali, agricoli e urbani, comprese le zone umide, le praterie, le foreste, i fiumi e i laghi, nonché gli ecosistemi marini, comprese le fanerogame marine e i letti di spugne e coralli. Fino al 2030, gli Stati membri daranno priorità ai siti Natura 2000 nell’attuazione delle misure di ripristino. Sugli habitat ritenuti in cattive condizioni, come elencati nel regolamento, gli Stati membri adotteranno misure per ripristinare: almeno il 30% entro il 2030, almeno il 60% entro il 2040, almeno il 90% entro il 2050. Gli Stati membri si impegneranno per prevenire un deterioramento significativo delle aree che hanno raggiunto buone condizioni grazie al restauro ospitano gli habitat terrestri e marini.

Negli ultimi decenni, l’abbondanza e la diversità degli insetti impollinatori selvatici in Europa sono diminuite drasticamente. Per affrontare questo problema il regolamento introduce requisiti specifici per invertire il declino delle popolazioni di impollinatori entro il 2030. Gli Stati membri metteranno in atto misure muovendosi su tre indicatori: la popolazione di farfalle delle praterie, lo stock di carbonio organico nei terreni minerali delle terre coltivate e la quota di terreni agricoli con caratteristiche paesaggistiche a elevata diversità. Altre misure chiave di questa nuova legge sono l’aumento della popolazione di uccelli forestali e la garanzia che non vi sia alcuna perdita netta negli spazi verdi urbani e nella copertura delle chiome degli alberi fino alla fine del 2030. Gli Stati membri metteranno in atto misure per ripristinare le torbiere drenate e a contribuire a piantare almeno tre miliardi di alberi aggiuntivi entro il 2030 a livello dell’Ue. Per trasformare almeno 25mila chilometri di fiumi in fiumi a corso libero entro il 2030, gli Stati membri adotteranno misure per rimuovere le barriere artificiali alla connettività delle acque superficiali.

Secondo le nuove regole, gli Stati membri devono pianificare in anticipo e presentare alla Commissione piani nazionali di ripristino, mostrando come raggiungeranno gli obiettivi. Devono inoltre monitorare e riferire sui propri progressi, sulla base di indicatori di biodiversità a livello europeo. Il 22 giugno 2022 la Commissione europea ha proposto la Legge sul ripristino della natura, nell’ambito della strategia dell’Ue sulla biodiversità per il 2030, che fa parte del Green Deal europeo. Oltre l’80% degli habitat europei sono in cattive condizioni. Gli sforzi compiuti in passato per proteggere e preservare la natura non sono stati in grado di invertire questa preoccupante tendenza. Ecco perché, per la prima volta in assoluto, il regolamento si propone di adottare misure non solo per preservare ma anche per ripristinare la natura. Il regolamento aiuterà l’Ue a rispettare i suoi impegni internazionali, in particolare il quadro globale sulla biodiversità di Kunming Montréal concordato alla conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità del 2022 (COP15).

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