Siti industriali dismessi. A Latina c’è l’accordo per riconvertirli

Giu 13, 2024

Favorire le condizioni per creare reti di imprese, socializzando investimenti e attrezzature. L'obiettivo è rilanciare l'economia e l'occupazione. Si parte con la cittadella dell'artigianato
di Luigi Garullo, Segretario generale Uil Latina

siti industriali dismessiE’ un risultato che arriva dopo tredici anni di impegno. E’ il frutto di un percorso iniziato tra lo scetticismo generale e che poi – strada facendo – ha conquistato sempre più adesioni. L’accordo operativo recentemente siglato tra Cgil, Cisl, Uil e Comune di Latina sul recupero dei siti industriali dismessi riassume in sé le caratteristiche principali del nostro modo di fare sindacato, la determinazione e la caparbietà che come Uil ci ha contraddistinto soprattutto su questo tema. Determinazione e caparbietà che si traducono nella possibilità di riconvertire luoghi di archeologia industriale, offrendo alla provincia una duplice opportunità: il risanamento ambientale di aree degradate e il concreto impulso alla ripresa occupazionale. Se l’aspetto ambientale è intuitivo, quello occupazionale merita un approfondimento.

I siti dismessi di Latina e del comprensorio pontino sono da tempo censiti e già identificati dal punto di vista delle caratteristiche tecniche. Ma come farli diventare volano di sviluppo per l’economia e l’occupazione? Questo potrà accadere inserendo il processo di riconversione in contesti che favoriscano le condizioni per creare reti di imprese, socializzando investimenti e attrezzature. A fare da apripista potrebbe essere il settore dell’artigianato. Non a caso l’accordo prevede la ricerca di un’area idonea – anche attraverso il coinvolgimento delle associazioni datoriali e del Consorzio Industriale del Lazio – per creare un incubatore di imprese artigiane, che potranno condividere esperienze e investimenti per valorizzare al massimo un comparto dalle potenzialità infinite. 

Dal punto di vista normativo il terreno è fertile. Sintetizzando – senza perderci nei cavilli legislativi – la normativa regionale permette ai Comuni di richiedere al Consorzio industriale del Lazio che determinati siti industriali dismessi possano essere riconosciuti di pubblica utilità e a tal fine utilizzati. A questo punto entra in gioco il Comune di Latina che – attraverso un atto di indirizzo – darà corso a tutte le procedure necessarie.  E’ chiaro che un percorso così innovativo necessiterà di momenti di verifica. E a tal proposito e con l’obiettivo di approfondire nel dettaglio tutti gli aspetti legislativi, Comune di Latina e sindacati confederali hanno deciso di istituire un tavolo tecnico al quale parteciperà anche il Consorzio Industriale del Lazio. In funzione delle specificità trattate, al tavolo parteciperanno anche le associazioni datoriali maggiormente rappresentative e il Consorzio di Bonifica in relazione alle ricadute ambientali

Il documento dei sindacati e del Comune prevede infine di concordare qualsiasi strategia di intervento per aumentare l’attrattività territoriale agli investimenti produttivi e al sostegno di iniziative utili al mantenimento e alla ripresa dei livelli occupazionali del pontino, anche attraverso la promozione dell’utilizzo di risorse pubbliche messe a bando, sia già disponibili che future. Ultimo – ma non in ordine di importanza – questo accordo che giunge a conclusione di un iter ultradecennale, grazie anche alla sensibilità mostrata dalla Sindaca, prevede l’ingresso di tutti i soggetti che rappresentano gli interessi territoriali Comuni, Camera di Commercio e Associazioni di Categoria. Unica discriminante è lavorare per rafforzare i contenuti per il raggiungimento degli obiettivi.

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