Lavoro insicuro. In tre mesi 191 vittime in Italia

Mag 9, 2024

La ricerca dell'Osservatorio Vega: Edilizia più colpita. Crescono anche le denunce di infortunio
di Redazione

lavoro insicuroNel primo trimestre 2024 in Italia sono stati 151 gli infortuni mortali in occasione di lavoro, 40 quelli in itinere. Il settore costruzioni resta il più colpito. Lo spiega l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, che mette in zona rossa Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Puglia, Calabria, Sardegna e Umbria. Continua poi a crescere il numero delle denunce di infortunio complessive (mortali e non): +0,4% rispetto a marzo 2023. «Siamo arrivati al primo trimestre del 2024 e, purtroppo, le proiezioni delle tragedie sul lavoro continuano a rimanere drammaticamente stabili se non peggiori – commenta Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio – A fine marzo 2024 si contano, tra infortuni nel luogo di lavoro e in itinere 191 vittime, cinque in meno rispetto a fine marzo 2023. Mentre diminuiscono gli infortuni in itinere, crescono invece le morti avvenute in occasione di lavoro: +2%. Ma non è questo l’unico dato ad allarmare nel nostro ultimo studio. Sono le incidenze della mortalità, infatti, a preoccupare. Specie quelle che riguardano gli over 65 e, come accade negli ultimi anni, quelle che raccontano l’emergenza tra i lavoratori stranieri. Per questi ultimi ancora quasi tripla rispetto agli italiani».

A finire in zona rossa a marzo 2024 – per il lavoro insicuro – con un’incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 6,4 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) sono: Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Puglia, Calabria, Sardegna e Umbria. In zona arancione: Campania, Emilia-Romagna e Toscana. In zona gialla: Sicilia, Liguria, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia e Piemonte. In zona bianca: Lazio, Abruzzo, Marche, Veneto, Basilicata e Molise. Anche nel primo trimestre dell’anno l’Osservatorio mestrino elabora l’identikit dei lavoratori più a rischio per fascia di età. E lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (per milione di occupati). Un dato, quest’ultimo, che continua a essere ancora preoccupante tra i lavoratori più anziani. E infatti l’incidenza più elevata si registra proprio nella fascia dei lavoratori ultrasessantacinquenni (21,5), seguita dai lavoratori compresi tra i 55 e i 64 anni (10,6). Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro nel mese di marzo sono 37 su un totale di 151. Con un rischio di morte sul lavoro che risulta essere quasi triplo rispetto agli italiani. E, infatti, gli stranieri registrano 15,6 morti ogni milione di occupati, contro i 5,4 degli italiani che perdono la vita durante il lavoro. Sono 191 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 151 in occasione di lavoro (tre in più rispetto a marzo 2023: +2%) e 40 in itinere (otto in meno rispetto a marzo 2023). Ancora alla Lombardia va la maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro (28). Seguono: Puglia (15), Emilia-Romagna (14), Campania (12), Lazio e Toscana (11), Piemonte (10), Trentino-Alto Adige e Sicilia (nove), Calabria (sei), Veneto e Sardegna (cinque), Liguria (quattro), Umbria e Friuli-Venezia Giulia (tre), Valle d’Aosta, Abruzzo e Marche (due). Basilicata e Molise non registrano vittime nel primo trimestre 2024. Sempre secondo i dati dell’Osservatorio alla fine del primo trimestre del 2024 è ancora il settore delle Costruzioni a far rilevare il maggior numero di decessi in occasione di lavoro: sono 25. Seguito dalle Attività Manifatturiere (19), da Trasporti e Magazzinaggio (13) e dal Commercio (10). La fascia di età numericamente più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (54 su un totale di 151).

Il lavoro insicuro colpisce anche le donne. A fine marzo sono 10, mentre 6 hanno perso la vita nel percorso tra casa e lavoro. Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro sono 37, mentre sono 13 quelli deceduti a causa di un infortunio in itinere. Il mercoledì risulta essere il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali nel primo trimestre dell’anno (21,2%). Intanto le denunce di infortunio totali crescono dello 0,4% rispetto a marzo 2023. Erano, infatti, 144.586 a fine marzo 2023, nel 2024 sono passate a 145.130. Anche a fine marzo del 2024 il più elevato numero di denunce totali arriva dalle Attività Manifatturiere (16.371). Seguono: Sanità (7.701), Costruzioni (7.627), Trasporto e Magazzinaggio (6.986) e Commercio (6.943). Le denunce di infortunio delle lavoratrici a marzo 2024 sono state 52.915, quelle dei colleghi uomini 92.215. Le denunce di infortunio in occasione di lavoro (esclusi dunque gli infortuni in itinere) sono state 124.319 a fine marzo 2024: 42.449 sono le donne e 81.870 gli uomini. Le denunce di infortunio in occasione di lavoro degli italiani sono 100.440, mentre degli stranieri sono 23.879. La fascia di età più colpita in occasione di lavoro e in itinere è quella che va dai 45 ai 54 anni con 31.114 denunce (il 21,4% del totale). L’osservatorio ricorda infine che l’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.

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