Codice stradale e sindaci: non tutela sicuezza delle persone

Mar 26, 2024

I Consigli comunali hanno approvato un ordine del giorno chiedendo di eliminare dalla riforma le norme in contrasto con il Piano nazionale per la sicurezza stradale 2030 e con il Piano globale per la sicurezza stradale Onu Oms
di Redazione
codice stradale

Foto tratta da /www.pexels.com

Roma, Milano, Torino, Bologna, Bergamo, Brescia, Verona e Vicenza, Padova. Sono i Comuni italiani che hanno espresso pubblicamente la loro contrarietà al nuovo Codice stradale in approvazione oggi alla Camera dei deputati. In questi giorni i Consigli comunali di Roma, Milano, Torino, Bologna hanno approvato un Ordine del  Giorno nel quale chiedono di eliminare dalla riforma del codice della strada le norme in contrasto con il Piano nazionale per la sicurezza stradale 2030 e con il Piano globale per la sicurezza stradale dell’Onu-Oms; eliminare dalla riforma del codice della strada le norme che limitano la possibilità dei Comuni di intervenire sulla gestione della mobilità urbana e della viabilità stradale; promuovere interventi normativi e finanziari a favore della mobilità attiva e del potenziamento del trasporto pubblico locale, e che agevolino i percorsi verso le Città 30. Sono molte le altre città in cui Ordini del Giorno simili sono stati presentati e stanno per venire discussi, tra cui: Aosta, Genova, Jesi, Modena, Monza, Perugia.

Gli assessori e le assessore dei Comuni di Bergamo, Brescia, Verona, Vicenza e Padova il 21 marzo hanno inviato un comunicato stampa congiunto dedicato al nuovo codice stradale nel quale affermano che la sicurezza stradale di pedoni e ciclisti non ha colore politico e chiedono al Governo di ripensarci. «Esprimiamo – hanno dichiarato – forte preoccupazione per questa riforma del Codice della strada che riduce il ruolo dei Comuni nel realizzare nuove strutture per la mobilita dolce, guarda in maniera semplicistica al tema della sicurezza stradale e compie numerosi passi indietro rispetto agli obiettivi di sostenibilita ambientale da raggiungere anche attraverso la mobilita ciclabile e la moderazione del traffico. Auspichiamo una presa di coscienza da parte del Parlamento e del Governo e un conseguente dietrofront sul disegno di legge». Inoltre, anche i sindaci di Milano e Bologna, Giuseppe Sala e Matteo Lepore, hanno espresso grande preoccupazione per la nuova riforma. Il sindaco Sala lunedì scorso ha incontrato alcuni parenti di vittime della strada e poi ha fatto una conferenza stampa nella quale ha chiesto alla presidente del Consiglio di «fermarsi e ascoltare i parenti delle vittime». Anche ieri durante il consiglio comunale ha ribadito: «non vogliamo che diventi realtà, è pericoloso per il Paese ed è pericolosissimo per Milano».

«Si tratta di una vera controriforma – ha invece dichiarato il sindaco di Bologna, Matteo Lepore – ci farà fare enormi passi indietro. Dopo più di un mese di applicazione di Città 30 abbiamo un meno 15,45% di incidentalità, siamo a 60 persone ferite in meno in poche settimane. Abbiamo un 15% in meno di pedoni investiti e nelle strade controllate c’è un 30% di aumento di uso della bicicletta. Il traffico è più fluido. Le sanzioni sono diminuite anche nelle strade che sono rimaste a 50 all’ora e che hanno gli autovelox».

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