«La sanità del Lazio va rilanciata»

Mar 8, 2024

Cgil e Uil del Lazio hanno avviato la vertenza sindacale per affinchè il diritto alle cure venga garantito a tutte le cittadine e a tutti i cittadini
di Redazione

sanità del lazio«Il rilancio necessario per migliorare le condizioni di lavoro e tutelare la salute delle persone». E’ stato questo il titolo del convegno promosso recentemente dalla Cgil di Roma e del Lazio e dalla Uil del Lazio. Un’iniziativa che – per contenuti sviluppati e proposte avanzate – si è posta come inizio formale della vertenza sindacale che intende rimettere al centro del dibattito pubblico il diritto fondamentale alla salute delle persone, garantito dalla nostra Carta costituzionale.

Nonostante la complessità del tema, non è stato difficile fare chiarezza sulle attuali criticità della sanità regionale. Basti pensare ai tempi di attesa per un esame specialistico, che superano i dodici mesi e che spingono uomini e donne a rivolgersi al privato ma con costi che non tutti possono sostenere. Non a caso nella nostra regione il 26 per cento delle famiglie versa in condizioni di povertà con la conseguente quanto triste rinuncia alle cure. Smentito poi dalle organizzazioni sindacali anche il falso mito dei pronto soccorso intasati di codici bianchi, che in realtà si attestano su percentuali decisamente irrisorie. Ai raggi X dei sindacati anche le condizioni di lavoro degli operatori della sanità, costretti quotidianamente a svolgere compiti di responsabilità con un carico di stress elevato, vista la scarsissima presenza di unità lavorative. E ancora il dumping contrattuale dei privati e la non autosufficienza. Come trattiamo gli anziani è la cartina di tornasole del Paese che vogliamo.

I segretari nazionali Domenico Proietti, Tania Sacchetti, Serena Sorrentino, Carmelo Barbagallo hanno contribuito a tracciare la strada che seguirà il sindacato: per rifondare il sistema sanitario regionale e nazionale bisogna scardinare il binomio che si è consolidato negli ultimi venti anni e che vede sanità e profitto indissolubilmente legati.  «Ad oggi lo spettro dell’autonomia differenziata rischia di affossare la sanità laziale – hanno dichiarato Natale Di Cola e Alberto Civica, rispettivamente segretari generali della Cgil di Roma e del Lazio e della Uil del Lazio – perché la spesa storica elevata, frutto di scelte errate perpetrate negli anni passati, le tarperà le ali a ogni ipotesi di rinascita». Come uscirne? I due sindacati hanno le idee chiare per rilanciare la sanità del Lazio: il blocco del turnover ha prodotto i suoi effetti scellerati. Adesso è necessario accelerare sui concorsi pubblici, nella stabilizzazione del personale precario, nella realizzazione di una sanità di prossimità. La pandemia ha mostrato i punti deboli della sanità, rendendo evidente a tutti quanto sia stato sbagliato tagliare sul welfare. Ma ha anche dimostrato l’enorme ricchezza che può sprigionare un sistema sanitario pubblico ed efficiente.

«Serve confronto e coraggio nelle scelte – hanno concludono i segretari confederali di Cgil e Uil, Daniela Barnabesi e Sandro Biondo – L’intervento del presidente della Regione Francesco Rocca lascia aperto uno spiraglio al dibattito. Noi ci siamo, ci siamo sempre stati e ci saremo. Non ci interessano i colori delle maggioranze, ci intessa che il diritto alle cure venga rispettato e garantito a tutte le cittadine e a tutti i cittadini».

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