Baby automobilisti scendono in pista per apprendere le regole base dell’educazione stradale con il progetto «A scuola di sicurezza stradale», un corso di educazione stradale per gli alunni delle scuole primarie dei comuni del territorio della città Metropolitana di Roma Capitale, in sinergia con la Polizia Metropolitana. Il progetto torna e si amplia per la sua seconda edizione, coinvolgendo anche la Questura di Roma e l’associazione Vittime della strada.
«A scuola di sicurezza stradale», fornisce a bambini e bambine le regole base sulla segnaletica e sul comportamento da adottare su strada. Poi, tutti a bordo di minivetture elettriche, all’interno di un parco scuola che riproduce fedelmente un ambiente urbano in scala, con semafori, passaggi pedonali e segnaletica. Il parco itinerante può essere allestito in una piazza, un parcheggio o negli spazi di un istituto scolastico. E alla fine della giornata, i neo automobilisti riceveranno un foglio rosa, un patentino di guida per under 12. A presentare l’iniziativa, che lo scorso anno ha coinvolto circa 1800 alunni, la Comandante della Polizia locale Metropolitana, Maria Laura Martire, con il vicesindaco della Città Metropolitana, Pierluigi Sanna, che ha detto: «Il dibattito sulla prevenzione è quello che ci dovrebbe interessare di più. All’atteggiamento sanzionatorio bisogna far prevenire un’attività di educazione e informazione. Il sogno è che progetti come questi possano sollecitare ognuno di noi a una nuova visione della strada».
Solo in questi primi mesi del 2024, nel Lazio le vittime della strada sono state 32, mentre 45 sono stati i feriti. La fascia d’età più coinvolta è stata quella dei giovani tra i 18 e i 25 anni. E su 32 morti, 20 si sono registrati nell’area metropolitana di Roma. «Lo scopo del progetto è educare divertendo e divertire educando – ha detto Giuseppe Natalini di Sices, la Società Italiana Centri di Educazione Stradale – Il parco scuola itinerante replica un ambiente urbano e prevede, oltre alla guida con minivetture elettriche, anche un percorso a piedi per conoscere i segnali, attività laboratoriali e materiale didattico». «Non dovremmo mai stancarci di parlare di sicurezza stradale – ha concluso Silvia Frisina, vicepresidente dell’associazione Vittime della Strada – Se vogliamo promuoverla, dobbiamo partire dai bambini, con un approccio multidisciplinare. Dobbiamo andare avanti uniti su questo perché nessuno si salva da solo. E gli ingredienti fondamentali sono i controlli e la prevenzione».
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