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La crisi dell’editoria ha il suo punto più dolente nel cartaceo. E in quattro anni, da settembre 2019 ad oggi, Torino ha perso 138 edicole: meno 21,6 per cento, in pratica una su cinque rivendite del capoluogo piemontese, dove resistono 501 punti vendita di giornali e riviste. Proporzioni simili a Roma, dove i giornalai rimasti sono 1.138, 303 in meno di quattro anni fa (-21%). Sorte un pochino più dolce è toccata a Milano che scende sotto le mille rivendite di giornali, perdendo nello stesso periodo 129 edicole (-11,9%). Numeri che dimostrano che la crisi dell’editoria è anche la crisi dei giornalai e che si allargano a tutto il Paese che conta 2.700 edicole in meno rispetto a quattro anni fa, di cui 2.327 erano imprese individuali. I dati sono stati elaborati da Unioncamere InfoCamere a partire da quelli raccolti nel registro delle imprese. «Si tratta di una perdita secca – scrive Unioncamere in una nota – superiore al 16% (-18,6% considerando le sole ditte individuali), con tassi di variazione anche a doppia cifra in tante province, a partire da Isernia, che ha visto chiudere oltre un terzo delle unità locali, Trieste che registra un -31,1%, Ancona che supera il -30%». Solo Bolzano e Sondrio, grazie all’apertura di una nuova edicola nel quadriennio, vedono crescere questa tipologia di impresa, mentre Oristano mantiene tutte le sue 51 rivendite di giornali.
A fine settembre scorso i punti vendita di giornali e periodici contavano su circa 13.500 localizzazioni, mentre a settembre 2019 erano oltre 16.000. «La riduzione delle rivendite non è solo un danno per quanti continuano a preferire aggiornarsi sulla carta stampata piuttosto che su strumenti digitali, è anche un peccato sotto il profilo della crescita della componente femminile e giovanile nell’impresa». Tra le 12mila imprese registrate a fine settembre (al netto, quindi, delle unità locali aggiuntive), 4.450 risultano essere femminili e 701 giovanili. «Ciò significa che il mestiere dell’edicolante piace molto alle imprenditrici, che in quest’ambito rappresentano più del 37% del totale delle imprese registrate, con una presenza, quindi, ben più consistente di quanto avvenga considerando il totale delle imprese (di cui le imprese femminili rappresentano circa il 22%)».
Anche le edicole guidate da donne si sono ridotte nell’ultimo quadriennio anche di più della media nazionale del settore, perdendo quasi 1.100 imprese (-19,6%). Il mestiere del giornalaio sembra piacere poco ai giovani under 35, ai quali oggi appartiene solo il 5,9% delle edicole attive nei territori italiani, 528 in meno di quattro anni fa (-43%).
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