Alluvioni. Roma la città più colpita

Ott 5, 2023

Ostia, Acilia, Infernetto, Eur Torrino, Tor di Valle, Tiburtina, Prenestina, Labaro, Salaria, Corso Francia tra le zone più a rischio
di Redazione
AlluvioniNella Capitale il 9,1 per cento del territorio è a rischio alluvioni. Questo è abitato da 96.586 persone distribuite tra 11.388 edifici, con 9.650 imprese e 177 beni culturali. E’ quanto emerge da quinto forum Acqua di Legambiente dal quale è emerso un messaggio: la risorsa idrica è sempre più al centro della crisi climatica, e lo dimostra il fatto che il 67 per cento degli eventi meteorologici estremi e che hanno causato danni, hanno visto come protagonista l’acqua, tra allagamenti, esondazioni, grandinate e siccità prolungata.
Calcolando tutti gli eventi estremi dal 2010 a oggi, la città in Italia più colpita in assoluto è Roma con 65 eventi. Secondo i dati Ispra Idrogeo I quartieri più a rischio sono: a sud ovest Ostia, Acilia, Casal Palocco, Infernetto, Eur Torrino, Tor di Valle; a est Tiburtina e Prenestina; a nord Settebagni, Labaro, Salaria e Tiberina, centrali Villaggio Olimpico, Corso Francia, Via Guido Reni.
«Roma è la città più colpita da eventi estremi legati all’acqua – spiega il presidente di Legambiente Lazio, Roberto Scacchi – ed è quindi da qui che bisognerebbe rispondere con più forza, con politiche di mitigazione delle conseguenze, con la messa in sicurezza di un’enorme porzione di territorio e con progetti di rinaturalizzazione e deimpermeabilizazione del suolo. Anche nella Capitale bisogna affrontare la crisi climatica mettendo assolutamente al centro le politiche di gestione corretta e salvaguardia della risorsa idrica: per evitare gli sprechi e ottimizzare i consumi così da prepararci a siccità che sono sempre più lunghe e più frequenti; per realizzare le opere di mitigazione degli impatti climatici estremi e quelle per affrontare il dissesto idrogeologico; per garantire la qualità della principale delle risorse, sempre più preziosa, affrontando maladepurazione e abusivismo fognario; per fermare il consumo di suolo così come scellerate proposte normative regionali, con le quali si vorrebbero rendere abitabili garage e scantinati invece di puntare a fermare il consumo di suolo e avviare grandi pratiche di deimpermeabilizzazione e rinaturalizzazione dei territori».

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