Si torna a viaggiare. La pandemia fa meno paura

Feb 15, 2022

Dai dati dell'osservatorio emerge che nel 2021 oltre l'80 per cento degli italiani è tornato a viaggiare per motivi di vacanza, un dato in miglioramento rispetto al 2020 (70%), anche se ancora inferiore ai livelli pre pandemia. I dati di EY Future Travel Behaviours
di Redazione

si torna a viaggiareSi torna a viaggiare. Secondo i risultati emersi dalla nuova analisi dell’EY Future Travel Behaviours, negli ultimi mesi è cresciuta la frequenza tra gli italiani a viaggiare, complice la progressiva riduzione della stretta sugli spostamenti e sulla mobilità nazionale e internazionale. Sempre più connazionali attribuiscono una grande importanza alla sostenibilità – intesa come riduzione dell’impatto ambientale – come criterio di scelta di viaggio. La presente edizione dell’osservatorio EY Future Travel Behaviours rileva su un campione di oltre mille soggetti i trend connessi ai viaggi per vacanza e per lavoro nel mercato nazionale e internazionale, identificando come sono cambiati i comportamenti, le preferenze e le attitudini dei viaggiatori e analizzando – anche attraverso innovativi metodi di neuroscienze cognitive – l’impatto della pandemia sulla propensione degli italiani agli spostamenti. I risultati di questa edizione permettono di delineare come potenzialmente evolveranno le attitudini e le intenzioni degli italiani nel 2022 e come disegnare i nuovi profili dei viaggiatori a cui si rivolgeranno gli operatori del settore della mobilità, del turismo e del travel.

Dai dati dell’osservatorio emerge che nel 2021 oltre l’80 per cento degli italiani è tornato a spostarsi per motivi di vacanza, un dato in miglioramento rispetto al 2020 (70%), anche se ancora inferiore ai livelli pre pandemia. Le intenzioni dichiarate per il 2022 confermano questo trend: oltre il 60 per cento tornerà alle stesse abitudini di viaggio prima del covid e in alcuni casi, 1 su 4, aumenterà il numero di viaggi. La gran parte del campione (2 su 3) viaggerà prevalentemente in Italia, per rilassarsi e riposarsi (65%), scoprire nuovi luoghi e fare nuove esperienze culturali e gastronomiche (61%) e stare insieme a familiari e amici (46%). Si consolida il trend di workation con il 6% che hanno pianificato di lavorare da remoto in un luogo di villeggiatura.

Si torna a viaggiare. «I risultati evidenziano come le abitudini siano in continua trasformazione – spiega Claudio d’Angelo, Transportation Market Segment Leader di EY in Italia – accelerate anche dall’impatto della pandemia, e guidate da nuovi driver in cui la sostenibilità ambientale gioca un ruolo centrale nelle scelte di viaggio: due viaggiatori su 3 sono preoccupati per le conseguenze ambientali generate dai mezzi di trasporto e sarebbero disposti a pagare un sovrapprezzo per limitare le emissioni di anidride carbonica dei viaggi. Nel 2022 si evidenzia una propensione a ritornare alle abitudini di viaggio pre pandemia o in alcuni casi ad aumentare il numero di viaggi, con l’Italia che risulta essere la meta preferita per i viaggi. Rispetto all’edizione dello scorso aprile, sicurezza per il 67% degli intervistati e impatto ambientale per il 46% si confermano come fattori determinanti per la scelta del mezzo di trasporto, entrambi con valori in aumento rispettivamente di 5 e 4 punti percentuali. I viaggiatori hanno saputo adattarsi agli scenari dell’emergenza sanitarie evolvendo le proprie preferenze e abitudini di spostamento, ma sarà fondamentale per gli operatori della mobilità, del turismo e del travel anticipare quelli che saranno le nuove tendenze e driver che guideranno le scelte di viaggio».

Aumentano rispetto al 2020 anche l’utilizzo di treno e aereo rispetto ai mezzi personali, ma con livelli inferiori rispetto al 2019, e con alcune differenze per fascia d’età che rivelano un incremento consistente dei voli aerei per gli under 40 (42% vs 30% del campione totale). Aumentano anche gli spostamenti per lavoro: tra chi viaggia per lavoro, l’auto resta il mezzo più utilizzato (60%), il treno è usato in misura maggiore rispetto al 2019 (55%), mentre solo 1 su 3 si sposta in aereo.

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