Conosciamo il Pnnr? Sì, no. Nì

Gen 6, 2022

Tra le sei azioni del Piano di nazionale di ripresa e resilienza, la salute - ultima per fondi stanziati - è considerata prioritaria dal 31 per cento degli italiliani, segue poi la transizione ecologica e dall'inclusione sociale.
di Gia, Na.

conosciamo il pnnr?Conosciamo il Pnnr? Cos’è il Piano nazionale di ripresa e resilienza? Probabilmente qualcosa di semisconosciuto. Solo il 21 per cento degli italiani,  circa 9 milioni di concittadini, vanta una conoscenza specifica del Piano nazionale di ripresa e resilienza, mentre il 62 per cento ne ha una cognizione approssimativa. Appena il 5 per cento della popolazione (pari a circa 2 milioni di italiani) ne ha una consapevolezza veramente approfondita; complessivamente, più di 8 su 10 conoscono almeno di nome il Piano. E’ quanto emerge da una ricerca di Changes Unipol, elaborata da Ipsos, che ha analizzato conoscenza, interesse e fiducia nel Pnnr e nelle sue principali caratteristiche. L’indagine è stata realizzata presso un campione nazionale rappresentativo della popolazione di età tra i16 e i 74 anni (rappresentativi di oltre 44 milioni di individui) e residenti nelle principali aree metropolitane (rappresentativi di oltre 13 milioni di individui) secondo genere, età, area geografica, ampiezza centro, titolo di studio, tenore di vita, professione e nucleo familiare.

Conosciamo il Pnnr? Dalle 1.720 interviste realizzate si evince che la consapevolezza aumenti proporzionalmente al crescere dell’età: spicca tra i baby boomers (88% delle persone tra 57 e 74 anni conoscono, almeno di nome) seguiti dalla Generazione X (83% delle persone tra 41 e 56 anni) ed è meno diffusa tra la Generazione Z (77% delle persone tra i 16 e i 26 anni). I Millennials, coloro che hanno tra i 27 e i 40 anni, hanno una conoscenza complessiva appena sotto la media (80%), ma una padronanza del PNRR sopra la media nazionale (23% rispetto a una media del 21%) e in linea con la popolazione più matura (24%).  Bologna guida la classifica delle aree metropolitane con la conoscenza più approfondita del Piano, percentuale doppia rispetto alla media delle altre città. Seguono Verona (9%) e Roma (7%). Gli abitanti del capoluogo scaligero spiccano tuttavia anche per l’alta percentuale di chi non ne ha mai sentito parlare (23%), seguiti dai torinesi (22%) e dai napoletani (21%). Dai dati di Changes Unipol – elaborati da Ipsos –  emerge che 4 italiani su 10 vedono nel Pnrr uno strumento utile al rilancio del Paese, ma una maggiore conoscenza del piano genera una crescente fiducia con la percentuale degli ottimisti che sale al 54% tra coloro che ritengono di sapere in maniera specifica i contenuti. Tra quest’ultimi, l’elemento di maggior traino è rappresentato dalle competenze del Governo per spendere le risorse a disposizione (45%). Considerando la poca padronanza del tema, 2 italiani su 3 (66%, pari a circa 29 milioni di concittadini) vorrebbero saperne di più su come le riforme contribuiranno concretamente alla ripresa del Paese. Un’esigenza maggiormente sentita dalle generazioni più mature (71% dei Baby Boomers) e da chi vive a Bari (75%), Bologna (73%) e Milano (71%). Sembra, al contrario, rappresentare una priorità meno marcata il saperne di più per la Generazione Z (60%) e per chi vive a Roma (60%) e Verona (61%).

Il 73% di chi ha almeno sentito parlare delle risorse che l’Europa ha deciso di destinare all’Italia ritiene che i fondi stanziati non saranno comunque sufficienti e, soprattutto, che serviranno altri fondi pubblici (51%, mentre la porzione di coloro che ritengono necessari anche fondi privati si attesta al 22%). Un’opinione diffusa soprattutto tra i Millennials (57%, rispetto al 51%, 50% e 45% riferibili, rispettivamente, a Generazione X, Generazione Z e Baby Boomers) e nelle aree metropolitane del centro (57% rispetto al 54% registrato al Nord e al 49% riscontrato al Sud). A livello di aree metropolitane, soprattutto a Palermo (82%) e Verona (82%), percentuali ben superiori alla media italiana (73%), si ritiene che i fondi potrebbero non essere sufficienti, mentre Napoli vanta il dato più elevato di coloro che ritengono i fondi sufficienti a risollevare il Paese (35%, contro una media italiana del 27%).

Tra coloro che invece padroneggiano il documento, l’esigenza di ulteriori fondi scende al 60% e cresce molto chi ritiene siano necessari altri fondi privati, di cittadini e imprese, rispetto a quelli pubblici. Generazione Z e Sud Italia sono i meno informati, ma i più fiduciosi. Infine, tra coloro che ne hanno sentito almeno parlare, la Generazione Z (54%) risulta essere la più confidente nel Pnnr e nelle sue possibilità e, tra le aree metropolitane, spiccano per fiducia quelle del Sud Italia, a eccezione di Palermo (38%), con Napoli e Bari, dove si annovera, rispettivamente, il 57% e il 53%, di fiducia rispetto a una media italiana del 46%. Tra le sei missioni del Piano di nazionale di ripresa e resilienza, la Salute, ultima per fondi stanziati, è considerata prioritaria dal 31 per cento degli italiani, seguita dalla Transizione Ecologica (18 per cento) e dall’Inclusione sociale (17 per cento). Seguono Istruzione e ricerca (13%), Infrastrutture per una mobilità sostenibile (11%) e Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (10%).

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