Cosa sappiamo della Variante Omicron

Dic 2, 2021

La variante è stata isolata per la prima volta in campioni raccolti l’11 novembre in Botswana e il 14 novembre in Sud Africa. Ecco il report dell'Istituto superiore di Sanità
di Fra. Li.

variante omicronCosa sappiamo della variante Omicron? E’ più trasmissibile, è più pericolosa delle altre? Bisogna aspettare per saperne di più. E soprattutto non dobbiamo abbassare la guardia. L’Istituto superiore di Sanità fornisce informazioni dettagliate e raccomandazioni. «Non è ancora chiaro se la variante Omicron sia più trasmissibile rispetto alle altre, inclusa la Delta – spiega l’Iss – E’ stato segnalato che il numero di persone positive è cresciuto in Sud Africa, dove questa variante sta circolando, ma sono in corso studi epidemiologici per capire se la causa sia appunto la Omicron o se altri fattori possano avere  influenzato la circolazione del virus. Non ci sono ancora evidenze che l’infezione con Omicron causi una malattia più grave rispetto alle altre varianti». I dati preliminari suggeriscono che ci sia un tasso maggiore di ricoveri in Sud Africa, ma questo potrebbe essere dovuto all’aumento complessivo delle persone infette piuttosto che alla specifica infezione con Omicron. Al momento non ci sono informazioni che suggeriscano che i sintomi specifici associati a questa variante siano diversi da quelli dovuti alle altre. I casi iniziali di infezione riguardano studenti universitari, persone giovani che tendono ad avere una malattia più lieve, ma per capire il livello di gravità dell’infezione causata da Omicron servirà più tempo – da alcuni giorni ad alcune settimane – Comunque, tutte le varianti del Covid – inclusa la Delta che rimane al momento dominante a livello globale – possono causare malattia grave o morte, in particolare nelle persone più vulnerabili, e la prevenzione rimane fondamentale.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità sta lavorando per stimare il possibile impatto della nuova variante sulla protezione fornita dai vaccini e sulle  altre misure di prevenzione. I vaccini restano indispensabili per ridurre il rischio di malattia grave e di morte, incluso quello contro la variante al momento dominante, la Delta, per cui è fondamentale aumentare le coperture vaccinali il più rapidamente possibile, con la terza dose nelle persone per cui è raccomandata e iniziando o completando il ciclo primario per chi non l’avesse ancora fatto.

Raccomandazioni per la popolazione: le strategie per ridurre la diffusione del virus Sars-CoV-2, oltre alla vaccinazione, rimangono le stesse anche per questa nuova variante: mantenere una distanza di almeno un metro dagli altri, indossare la mascherina con particolare attenzione specie negli ambienti chiusi o affollati, tossire o starnutire nel gomito o in un fazzoletto, frequente igiene delle mani, garantire una adeguata ventilazione degli ambienti chiusi. Se si è eleggibili a ricevere una dose booster, la raccomandazione è di prenotarla, mentre se non si è ancora vaccinati, è di prenotare l’appuntamento. Raggiungere i più alti tassi possibili di vaccinazione rimane la strategia chiave per ridurre il rischio di trasmissione di Covid e picchi significativi nei casi, oltre che per ridurre la probabilità che emergano nuove varianti.

Ma cos’è una variante?  I virus, in particolare quelli a Rna come i coronavirus, evolvono costantemente attraverso mutazioni del loro genoma. Maggiore è la circolazione del virus, maggiore è il rischio di una mutazione. Mutazioni del virus Sars-CoV-2 sono state osservate in tutto il mondo fin dall’inizio della pandemia. Mentre la maggior parte delle mutazioni non ha un impatto significativo qualcuna può dare al virus alcune caratteristiche come ad esempio un vantaggio selettivo rispetto alle altre attraverso una maggiore trasmissibilità, una maggiore patogenicità con forme più severe di malattia o la possibilità di aggirare l’immunità precedentemente acquisita da un individuo o per infezione naturale o per vaccinazione. 

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