Impresa 2030. Per i diritti umani e dell’ambiente

Ott 29, 2021

Sedici milioni le persone sottoposte a forme moderne di schiavitù lungo le filiere produttive globali; 287 i difensori dei diritti umani uccisi, nel solo 2020, Associazioni e Ong «Diamoci una regolata»
di Redazione

impresa 2030Ha preso il via da qualche giorno Impresa 2030 – Diamoci una regolata, la campagna nazionale per una direttiva europea che imponga alle imprese di tutelare i diritti umani e dell’ambiente, prevenendo qualsiasi abuso collegato direttamente alle proprie attività economiche o a quelle dei propri fornitori. La Commissione Europea sta già lavorando al testo della Direttiva che verrà presentato entro la fine dell’anno al Parlamento europeo e al Consiglio Ue e le organizzazioni promotrici spingono affinché i ministri e gli europarlamentari italiani sostengano una proposta efficace, senza cedere alla pressione di quei settori industriali che si oppongono a obblighi e responsabilità chiare nei confronti delle imprese. Proprio in quest’ottica sono numerose le campagne gemelle nate o in fase di avvio in una decina di altri Stati membri dell’Unione Europea.

La campagna #Impresa2030 è promossa da Oxfam Italia insieme con un network di organizzazioni già impegnate nella difesa dei diritti umani nella propria azione quotidiana: ActionAid Italia, Equo Garantito, Fair, Focsiv, Fondazione Finanza Etica, Human Rights International Corner (HRIC), Mani Tese, Save the Children e WeWorld. Alcuni numeri  aiutano a capire l’obiettivo dell’iniziativa: 16 milioni di persone sottoposte a forme moderne di schiavitù lungo le filiere produttive globali; 287 difensori dei diritti umani uccisi, nel solo 2020, perché impegnati nella difesa dell’ambiente e dei popoli indigeni da iniziative economiche ad alto impatto; le prime 20 imprese energetiche del mondo hanno emesso da sole il 35 per cento dei gas climalteranti dal 1965 a oggi.

Proprio alla luce di questi dati, arriverà la proposta di direttiva della Commissione Europea. Si tratterà di una norma di due diligence (dovuta diligenza), che imporrà alle imprese di adottare politiche e pratiche efficaci nel garantire che i diritti umani e gli ecosistemi non siano violati né dalle operazioni da loro direttamente intraprese, né all’interno delle catene di fornitura di cui si avvalgono a livello globale. La campagna richiede – come previsto dai Principi Guida Onu su Imprese e Diritti Umani – che la direttiva contempli tre assi fondamentali: il dovere degli Stati di proteggere dagli abusi e dalle violazioni; la responsabilità delle imprese, di far rispettare i diritti umani in tutti i passaggi della propria filiera; l’accesso alla giustizia da parte delle vittime di violazioni. L’attività dei prossimi mesi sarà dedicata alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica e dei mass media, all’attivazione delle altre associazioni e dei cittadini e delle cittadine e alla pressione verso le istituzioni a cui spetteranno le decisioni finali.

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