I Medicane più devastanti delle violente mareggiate

Ago 25, 2021

Le aree inondate dagli uragani mediterranei più estese anche dell'80 per cento, rispetto a quelle invase delle comuni tempeste stagionali. Ecco lo studio condotto da ricercatori delle Università di Bari e Catania insieme con l'Area marina protetta del Plemmirio
di Redazione

medicaneI medicane più devastanti delle mareggiate. I fenomeni naturali noti come uragani mediterranei, che negli ultimi 10 anni si sono verificati sulle coste della Sicilia sud orientale, hanno prodotto effetti più intensi delle più forti mareggiate stagionali.  A rivelarlo è uno studio condotto dai ricercatori degli atenei Aldo Moro di Bari e Catania, insieme con l’Area marina protetta del Plemmirio di Siracusa. La ricerca, dal titolo «Comparing impact effects of common storms and Medicanes along the coast of south eastern Sicily», recentemente pubblicata sulla prestigiosa rivista internazionale «Marine Geology», ha analizzato le dinamiche di propagazione dei vari Medicane e le forti tempeste avvenute in Sicilia sudorientale dal 2005 al 2019.

«Il Mediterraneo, seppur raramente, è uno dei bacini di formazione dei cicloni simil tropicali, che possono talvolta intensificarsi fino a divenire uragani venendo pertanto definiti uragani mediterranei – spiega Giovanni Scicchitano, dell’Università di Bari – Lo Ionio meridionale, in particolare, è un’area particolarmente attiva nella genesi di Medicanes. Già nel 2014, quando abbiamo condotto una campagna di rilievi dopo il passaggio del Medicane Qendresa, ci siamo resi conto che l’evento aveva espresso una forza particolarmente intensa. Da allora abbiamo selezionato delle aree particolarmente esposte delle coste siracusane, che abbiamo intensamente monitorato durante tutte le principali tempeste avvenute fino al 2019. Quando la Sicilia sud orientale nel settembre 2018 è stata interessata dal passaggio dell’uragano Zorbas, avevamo una rete di monitoraggio estesa che ci ha permesso non solo di verificare che gli effetti dei Medicanes sono più intensi di quelli delle più forti mareggiate stagionali, ma anche di definire la possibile causa di questa diversità».

«Abbiamo verificato attraverso l’utilizzo di dati satellitari, mareografici, ondametrici e di modellistica idrodinamica che le onde sviluppate dai Medicane Quendresa e Zorbas, che hanno colpito la Sicilia sudorientale nel 2014 e nel 2018, erano simili, o a volte meno energetiche, di quelle sviluppate durante le mareggiate stagionali – aggiunge Carmelo Monaco, dell’Università di Catania, coautore della ricerca – Nonostante ciò le aree inondate dagli uragani mediterranei, dettagliatamente mappate dai nostri rilievi post evento, erano più estese, anche dell’80 per cento, di quelle invase a causa delle comuni tempeste stagionali. Da ciò abbiamo dedotto che i maggiori effetti provocati dai Medicane rispetto alle mareggiate stagionali fossero da attribuire a un maggiore storm surge».

Per trovare le evidenze sul territorio dei risultati dei loro modelli, il gruppo di ricerca ha condotto, dopo il passaggio di Zorbas, nel settembre del 2018, una campagna di interviste a testimoni oculari, ottenendo anche dati da videocamere di sorveglianza di strutture pubbliche e private che mostrassero evidenze valide per una corretta e accurata ricostruzione dello storm surge. «Abbiamo recuperato dati importanti da varie fonti come video amatoriali o camere di sorveglianza dei diving center – aggiunge Scicchitano – Un contributo fondamentale è stato fornito dall’impianto di videosorveglianza dell’Area marina protetta del Plemmirio. L’analisi dei video registrati dalle videocamere durante l’impatto del medicane Zorbas ci ha permesso, insieme con le ricostruzioni tridimensionali realizzate con rilievi fotogrammetrici con drone, di definire con grande accuratezza l’entità dello storme surge, nonché di dimensionare l’energia dell’evento». Nel frattempo i ricercatori statto sviluppando algoritmi per analizzare i video estraendo parametri drodinamici e morfologici che normalmente vengono studiati per effettuare un monitoraggio in tempo reale degli eventi meteomarini estremi.

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