Caretta caretta, mai così tante nidificazioni in Italia

Ago 13, 2021

Sono almeno 179 gli eventi censiti da inizio estate a oggi. A Jesolo il nido più a nord mai registrato nel Mar Mediterraneo. Cinquecento stabilimenti balneari scendono in campo a tutela delle tartarughe marine
di Redazione

caretta carettaMai così tante nidificazioni registrate ai primi di agosto, mai così tanto a nord nel Mar Mediterraneo: da Lampedusa fino a Venezia, le tartarughe marine continuano a conquistare sempre più litorali. Sono 179, dall’inizio dell’estate al primo agosto, i nidi di Caretta Caretta censiti da un capo all’altro della Penisola dai vigilanti attivi sulle spiagge italiane – in prima linea, tra loro, i «Tartawatchers» di Legambiente.

Il primato regionale spetta alla Calabria con 61 nidi, seguita da Campania e Sicilia (43), Puglia (11), Lazio (8), Sardegna e Toscana (5), Basilicata (2) e Veneto (1). Un numero oltre le aspettative, se si pensa che nel 2020, a fine stagione, se ne contavano complessivamente 250. «Il Cilento, in particolare – spiega Legambiente –  si conferma una delle aree preferite da mamma tartaruga: con 27 nidi censiti da Castellabate a Centola-Palinuro, e il numero maggiore (8 nidi) registrato ad Ascea». Crescono anche le adesioni degli stabilimenti balneari alla nuova iniziativa di Legambiente “Lidi amici delle tartarughe marine”: sono oltre 500 in Italia le strutture sulle quali sventola la bandiera che ne riconosce l’impegno nell’adozione di regole “tartafriendly” – quali la pulizia manuale delle spiagge o la riduzione dell’inquinamento acustico e luminoso nelle ore notturne – nella distribuzione di materiali informativi a bagnanti e turisti e nella collaborazione con i centri di salvataggio e recupero delle tartarughe marine.

«Un contributo importante – prosegue Legambiente – nella salvaguardia della Caretta caretta, quotidianamente esposta a insidie e pericoli di varia natura, rappresentati in primis dalle attività dell’uomo. È il caso, ad esempio, di decisioni come quelle messe in atto nel Comune di Leni, sull’Isola di Salina, dove un nuovo intervento di consolidamento e ripascimento dell’arenile di Rinella ha comportato il riempimento di una spiaggia dalla fine sabbia nera con del ghiaietto acuminato dell’Etna, vanificando nei giorni scorsi il tentativo di nidificazione di una tartaruga Caretta caretta, approdata per ben due volte di seguito sul litorale, senza essere riuscita tuttavia a scavare una buca dove deporre le uova. O ancora, degli interventi di ripascimento effettuati su litorali sabbiosi e di sassi dell’Isola d’Elba, con l’utilizzo di mezzi pesanti come nel caso di Marina di Campo, dove è stata realizzata una spiaggia artificiale che ha determinato la creazione di gradienti impossibili da risalire per una tartaruga marina. Senza contare, poi, i comportamenti tenuti ripetutamente da turisti e bagnanti che disturbano la quiete necessaria alla nidificazione di mamma tartaruga, dissuadendola dal deporre le uova sulle spiagge di tutta Italia».

«Gli stabilimenti balneari – sottolinea Stefano Di Marco, coordinatore dell’Ufficio Progetti di Legambiente – si stanno rivelando luogo strategico per sensibilizzare turisti e bagnanti, segnalando la presenza dei nidi e rendendosi protagonisti di azioni di pronto intervento insieme ai nostri volontari, in un’estate singolare per numero ed estensione delle nidificazioni finora censite. Basti ricordare quella avvenuta a Jesolo qualche settimana fa, la più a Nord mai registrata nel Mediterraneo, in una località che ospita milioni di visitatori ogni anno: segnale, certamente, di quanto l’aumento delle temperature legato ai cambiamenti climatici influenzi l’ampliamento dell’areale di nidificazione della Caretta caretta e, d’altra parte, di quanto sia fondamentale intensificare l’azione di tracciamento dei nidi che, grazie all’ampia rete attivata sui territori da Legambiente, da Nord a Sud vede mobilitarsi sempre più persone per la salvaguardia di questa specie in pericolo». Un’azione capillare che dal mese di giugno ha potuto contare anche sul contributo indispensabile di tanti cittadini che possono segnalare la presenza di tracce o di piccoli di tartaruga sulle spiagge italiane, grazie al nuovo servizio «Sos tartarughe marine» attivato da Legambiente: possibile contattare l’associazione durante tutta la stagione estiva inviando un messaggio WhatsApp o un Sms al numero 349 2100989».

«Gli stabilimenti balneari del Veneto – conclude il presidente di Unionmare Veneto, Alessandro Berton – hanno a cuore la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema marino. Ne è riprova la stretta collaborazione con il progetto di citizen science Sentinelle del mare portato avanti con l’Università di Bologna, o il progetto ‘Life Redune’ di Arpav. Abbiamo quindi aderito con entusiasmo all’iniziativa ‘Lidi amici delle tartarughe marine’ di Legambiente, perché riteniamo importante che anche i gestori degli stabilimenti balneari facciano la loro parte nella protezione di una specie in pericolo come la tartaruga marina Caretta caretta».

 

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