Rischio epidemico moderato. Il report dell’Iss

Ago 6, 2021

Nessuna regione supera la soglia critica di ricoveri e di terapia intensiva, sedici riportano allerte di resilienza
di Redazione

rischio epidemicoIl rischio epidemico questa settimana è moderato. Tutte le regioni e  le province autonome ricadono in questa classificazione. E’ quanto indica la bozza del monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità  e del ministero della Salute sull’andamento dell’epidemia in Italia, i cui dati sono dati riferiti al periodo 26 luglio -1 agosto. «Nessuna Regione e Provincia autonoma – continua il Report – supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è in leggero aumento al 3 per cento, con il numero di persone ricoverate in aumento da 189 (27 luglio) a 258 (3 agosto). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale aumenta al 4 per cento. Il numero di persone ricoverate in queste aree è in aumento da 1.611 (27 luglio) a 2.196 (3 agosto)». «Sedici Regioni, infine, riportano allerte di resilienza. Nessuna riporta molteplici allerte di resilienza», indica il Report.

«L’attuale impatto della malattia Covid-19 sui servizi ospedalieri è limitato, tuttavia i tassi di occupazione e numero di ricoverati in area medica e terapia intensiva sono in lieve aumento. La trasmissibilità stimata sui soli casi ospedalizzati è sopra la soglia epidemica – spiegano l’Iss e il ministero della Salute – Nel periodo 14-27 luglio 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,56 (range 1,25- 1,82), stabile rispetto alla settimana precedente e chiaramente al di sopra della soglia epidemica. Si osserva una diminuzione dell’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero – Rt=1.24 (1.18-1.32) al 27 luglio contro Rt=1.46 (1.38-1.55) al 20 luglio – che si mantiene tuttavia al di sopra della soglia epidemica. La elevata proporzione di soggetti giovani e asintomatici evidenziata dai dati epidemiologici pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità va considerata nella lettura di queste stime di trasmissibilità».

«La circolazione della variante Delta è ormai largamente prevalente in Italia. Questa variante è dominante nell’Unione Europea e sta portando a un aumento del numero di nuovi casi di infezione anche in altri Paesi con alta copertura vaccinale -fa sapere il documenti- Una più elevata copertura vaccinale e il completamento dei cicli di vaccinazione rappresentano gli strumenti principali per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenuta da varianti emergenti con maggiore trasmissibilità». Nel report si torna a invitare anche al controllo e alla prudenza: «E’ opportuno realizzare un capillare tracciamento e contenimento dei casi, mantenere elevata l’attenzione ed applicare e rispettare misure e comportamenti per limitare l’ulteriore aumento della circolazione virale».

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