Confesso di avere insegnato. Il libro di Maulucci a Cori

Lug 21, 2021

Nel piccolo borgo pontino la presentazione di un libro che si presenta come uno splendido viaggio nella storia culturale di Latina, della nazione e in particolar modo della sua scuola
di Gia. Na.

confesso di avere insegnatoIl libro autobiografico di Giorgio Maulucci, «Confesso di avere insegnato. Diario di un viandante tra scuola, cinema e teatro» sarà presentato a Cori, nello splendido scenario del Chiostro di Sant’Oliva, venerdì 23 luglio alle ore 18 in un appuntamento organizzato dal Comune e dall’assessorato alla Cultura. Ad affiancare l’autore, dopo i saluti istituzionali e dell’editore Dario Petti, direttore della casa editrice Atlantide di Latina che ha pubblicato il libro, sarà l’avvocato Tommaso Conti,  ex sindaco del paese lepino, in quello che si annuncia come un interessante dialogo che coinvolgerà i presenti.

Giorgio Maulucci per 25 anni, dal 1984 al 2009, preside dell’Istituto magistrale Alessandro Manzoni e del liceo Classico Dante Alighieri di Latina, in precedenza docente di storia e filosofia nei licei Da Vinci di Terracina, Grassi e Majorana di Latina, è un protagonista assoluto della vita culturale della provincia pontina. Come scrive nella prefazione al libro Enrico Zanini, suo ex alunno oggi docente di Metodologia della ricerca archeologica presso l’Università di Siena, Maulucci è «una personalità fortissima che non si accontenta di insegnare bene, ma decide di rivoluzionare il modo di farlo a partire da due capisaldi assoluti, l’impegno politico-culturale e il teatro. […] Via Dante e dentro Brecht e Catullo, letti entrambi senza fare nessuno sconto ai pudori e alle durezze della vita; proprio come si dovrebbe leggere Dante. Via la lezione frontale ex catedra e dentro il seminario permanente, la discussione libera, stimolata, incentivata. Via la “gita” scolastica e dentro i pullman che caricano decine di studenti un po’ provinciali e ignari del mondo e li scaricano nel bel mezzo della scena culturale italiana e internazionale: a vedere Brecht, Goldoni, Čecov, Strehler, Milva».

E poi il cinema, con i grandi registi, Bellocchio, Taviani, e molti altri, portati a scuola a confrontarsi con gli studenti, cercando di accendere l’interesse per la cultura nel cuore di tanti giovani allievi, stimolati a riflettere sulla società presente e sul mondo, ad essere cittadini partecipi e consapevoli del proprio tempo. Nelle quasi 400 pagine del libro trovano spazio docenti, collaboratori scolastici, studenti, protagonisti della storia italiana incontrati lungo il cammino, narrati sempre con sottile e delicata ironia. Confesso di avere insegnato è anche un’importante testimonianza sulla storia culturale della città di Latina e della sua provincia, della nazione e in particolar modo della sua scuola.

 

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