Bambini malnutriti. Più di 30mila nell’area del Tigray

Giu 15, 2021

L'Unicef lancia l'allarme: nelle zone inaccessibili del Tigray - in Etiopia - l'ultimo mese ha visto registrare un aumento di quattro volte dei ricoveri settimanali di piccole e innocenti vite per malnutrizione acuta grave
di Fra. Li.

bambini malnutritiBambini malnutriti. Sono almeno 33mila quelli che vivono in zone inaccessibili del Tigray, in Etiopia. E che rishiano di non sopravvivere. Questi piccoli sono tra gli oltre 2,2 milioni nell’Etiopia settentrionale in condizioni di insicurezza alimentare acuta, compresi almeno 140mila nel Tigray, che stanno già affrontando condizioni simili alla carestia. Nell’ultimo mese si è registrato  un aumento di quattro volte dei ricoveri settimanali di bambini per la cura della malnutrizione acuta grave. L’Unicef lancia l’allarme prevedendo che 56mila giovani vite sotto i cinque anni nel Tigray avranno bisogno di cure quest’anno contro la malnutrizione acuta grave – quasi sei volte di più della media annuale dei casi nella regione.

I tassi di malnutrizione tra le donne in stato di gravidanza e di allattamento sono costantemente superiori al 40 per cento, minacciando la vita dei neonati e delle loro madri. A peggiorare le cose, la crisi di malnutrizione nella regione ha coinciso con danni estesi ai sistemi e ai servizi essenziali, da cui i bambini dipendono per la loro sopravvivenza. I team mobili per la salute e la nutrizione sono stati attaccati. Le strutture sanitarie sono state saccheggiate o danneggiate e la capacità di fornire vaccinazioni essenziali si è bloccata. Molti operatori sanitari non sono tornati al lavoro. La distruzione delle infrastrutture idriche ha causato un’estrema scarsità di acqua potabile. Questi sviluppi potrebbero portare a focolai di malattie, esponendo i piccoli malnutriti a un rischio di morte ancora maggiore.

I siti che ospitano bambini sfollati e famiglie sono particolarmente vulnerabili alla trasmissione di malattie a causa delle condizioni insalubri e di sovraffollamento. La situazione, che è già catastrofica, potrebbe peggiorare ulteriormente poiché si prevede che l’insicurezza alimentare peggiori nei prossimi mesi. «Il nostro obiettivo – spiega l’Unicef – è quello di raggiungere ogni bambino in tutta la regione con servizi fondamentali per la salute, la nutrizione, l’acqua, i servizi igienici, l’istruzione e la protezione. Ciò include lavorare con i nostri partner in modo che tutti i bambini gravemente malnutriti ricevano cure salvavita prima che sia troppo tardi. Ma abbiamo urgentemente bisogno di un sostegno finanziario più forte da parte dei donatori, mentre espandiamo i nostri programmi fondamentali per i bambini nei prossimi mesi per raggiungere tutti coloro che ne hanno bisogno».

E’ chiaro che in una situazibe così precaria, le parti in conflitto devono garantire che gli attori umanitari abbiano un accesso sicuro e senza ostacoli sul campo per evitare una carestia diffusa e per raggiungere chi ne ha bisogno. «Le parti in conflitto hanno l’obbligo di tenere i bambini al sicuro dai danni e di porre fine agli attacchi ai civili e alle infrastrutture civili, comprese le strutture sanitarie e idriche. Più di ogni altra cosa, i bambini della regione e le loro famiglie hanno bisogno di un’immediata cessazione delle ostilità in modo che possano ricevere in sicurezza i servizi salvavita e iniziare a ricostruire le loro vite».

 

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