Covid e cultura. Nel Lazio meno 80 per cento di visitatori

Mag 3, 2021

E' la situazione peggiore in Italia. La nostra regione accoglie 97 poli museali e aree archeologiche per un valore che corrisponde a circa un quinto del totale nazionale. Le aree in questione sono state visitate lo scorso anno da quasi cinque milioni di visitatori, l’80,7 per cento in meno rispetto al 2019
di Maria Teresa Cinanni

Circa 40 milioni di utenti in meno e un crollo di oltre 410 milioni di introiti. Questa la situazione dei musei, cinema e teatri nel Lazio, dove in un anno si sono registrati cali che superano l’80%, facendo della nostra regione quella che più ha risentito della crisi del settore a livello nazionale. Questo quanto emerge da un dossier della Uil del Lazio e dell’istituto di ricerca Eures che hanno fatto il punto sulla situazione del mondo della cultura e dello spettacolo a Roma e nel Lazio nell’era Covid.

Stando ai dati del Mibact, la nostra regione accoglie 97 poli museali e aree archeologiche per un valore che corrisponde a circa un quinto del totale nazionale. Le 97 aree in questione sono state visitate lo scorso anno da 4,95 milioni di visitatori (di cui 4,5 milioni solo a Roma), ovvero l’80,7% in meno rispetto al 2019, il peggior valore a livello nazionale, dove il crollo è stato del 75,7%. Un decremento che equivale a oltre 20 milioni di visitatori, circa la metà delle perdite italiane. E le vittime sono illustri: il Pantheon (il sito più visitato della nostra regione) che ha perso oltre 7,5 milioni di visitatori, il parco archeologico del Colosseo, Foro Romano e Palatino che ha contato oltre 6 milioni di ingressi in meno, il complesso del Vittoriano con meno 2,6 milioni di visite. In termini di incassi, il crollo è stato dell’81,1% sul 2019, un valore che corrisponde a una “perdita” di 71 milioni di euro, di cui 70 solo nella Capitale. Una crisi che le riaperture estive con un calo del 74% di spettacoli e del 68% di incassi sono riuscite a risollevare solo in piccolissima parte.

Discorso analogo per gli spettacoli e le attività di intrattenimento: gli ultimi dati diffusi dalla Società Italiana degli Autori e Editori (SIAE) segnalano come nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2020 il Lazio abbia ospitato 107 mila eventi di spettacolo, che hanno coinvolto 5,5 milioni di spettatori e registrato introiti complessivi per 72 milioni di euro. Rispetto allo stesso periodo del 2019 si segnala un crollo degli spettacoli pari al 62,4% (da 284 a 107 mila unità in termini assoluti), una riduzione degli spettatori del 61,5% (da 14,4 a 5,5 milioni di unità) e un decremento della spesa del 67,5% (da 222 a 72 milioni di euro). Le proiezioni annue sembrano annunciare uno scenario ancora più cupo, con un calo degli spettacoli che dovrebbe raggiungere il 67,4% (con 361 mila eventi in meno in valori assoluti), una contrazione degli spettatori del 72,8% (-20 milioni) e una riduzione della spesa pari addirittura al 76% (-340 milioni di euro). Una situazione drammatica che ha messo in ginocchio artisti, guide turistiche, maestranze, un intero universo lavorativo che necessita di aiuti immediati e non può certo attendere gli effetti del recovery plan.

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