Ecocidio come il genocidio. La proposta dell’Ue

Apr 22, 2021

L'Assemblea ha già approvato l'emendamento per riconoscerlo come crimine internazionale
di M.D.F.

ecocidioAggiungere l’ecocidio tra i crimini che sono elencati nello Statuto di Roma. Equiparandolo così al genocidio, ai crimini contro l’umanità e ai crimini di guerra. Nei  prossimi giorni il Parlamento per votare questa. Una votazione che ancora più simbolica considerando che oggi si celebra la cinquantunesimaGiornata Mondiale della Terra, istituita dalle Nazioni Unite. Si tratta di una battaglia portata avanti negli anni dalla «Stop Ecocide Foundation», Ong fondata nel 2017 dall’avvocatessa britannica Polly Higgins e dall’attivista ambientale Jojo Mehta.

Il 20 gennaio scorso l’Assemblea ha approvato un emendamento, presentato dall’europarlamentare Salima Yenbou, alla sua relazione sui Diritti Umani e la Democrazia nel mondo del 2019 che invita l’Ue e gli Stati membri a promuovere il riconoscimento dell’ecocidio come crimine internazionale ai sensi dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale. Adesso tocca ai singoli Stati interfacciarsi con la Corte penale internazionale, conferendo al crimine ambientale una chiara connotazione giuridica.

Cos’è il reato di ecocidio e quando si manifesterebbe? Stando all’emendamento approvato dal Parlamento europeo si fa riferimento a reati di tipo ambientale che rientrano all’interno di macro-categorie: danni contro il suolo, acqua, aria e foreste, alla flora e alla fauna e al clima. Inquadrare giuridicamente questo reato è però complesso. La Corte penale internazionale ha già manifestato alcune problematicità: come si definirà il confine entro il quale si potrà attribuire a uno o a più soggetti la responsabilità della distruzione ambientale? L’Aja avrà  dunque la necessità di avere un quadro giuridico chiaro e potrà ottenerlo soltanto grazie alla collaborazione delle Corti degli Stati membri. I reati ambientali in Italia. Il recente rapporto di Legambiente fornisce una cornice molto pesante in termini di commissione di crimini ambientali. Nel 2019 sono cresciute le illegalità ambientali: 34.648 reati accertati, alla media di 4 ogni ora. Un incremento del +23.1 per cento rispetto al 2018. Campania, Puglia, Sicilia e Calabria sono le Regioni in cui si commette il maggior numero di illeciti ambientali e la Lombardia è la Regione che nel 2019 ha collezionato più arresti per reati simili. L’indagine registra anche una impennata dei reati contro la fauna (8.088) e di quelli connessi agli incendi boschivi con 3.916 illeciti (+92,5% rispetto al 2018). Resta diffuso anche l’abusivismo edilizio con 20mila nuove costruzioni.

 

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