Cara Ursula, forse è arrivato il momento di lottare

Apr 12, 2021

Due sedie e un sofà. E poi il sofagate. Seduta su quel divano, con la tua collera troppo taciuta, cara Ursula, non hai rappresentato la sconfitta di una donna che combatte, ma il fallimento di un sistema basato su logiche di potere
di Agnese Sciotti

cara ursulaCara Ursula, in questi giorni i social di mezza Europa e i giornali dell’altra metà non fanno che parlare di te. Parlano dello scarso riguardo nei confronti dei capi delle istituzioni europee da parte di leader stranieri, scrivono del sessismo nei confronti delle leader donne e commentano il conflitto latente fra istituzioni dell’Unione Europea. Ma in effetti, cara Ursula, non si parla davvero di te. Leggiamo del machismo protocollare, del presidente turco e della scortesia del presidente del Consiglio europeo, della sedia negata che ti ha lasciato miseramente in piedi. Ma di te, Ursula, non leggiamo nulla. Forse, Ursula, è arrivato il momento di lottare?

Nei tuoi anni di professione, in cui hai creduto che l’emancipazione si ottenga nel rispetto dei meccanismi e delle logiche imposte dai tuoi superiori, quante volte sei sottostata alle gerarchie politiche e sociali per un fine che consideravi più alto, la carriera? Forse ti sei convinta che riproducendo l’atteggiamento degli uomini potenti, giocando allo stesso gioco e parlandone la stessa lingua, saresti arrivata anche tu a ricoprire quelle cariche, per sederti allo stesso tavolo. Avrai imitato le figure che sognavi di rappresentare, quando non hai potuto scegliere se infliggere o subire, hai subito. Ma quando hai potuto scegliere se calpestare o sostenere, Ursula, hai sostenuto o calpestato? Forse avrai accettato la prevaricazione, nella speranza di un gradino più alto, o avrai avallato un sistema che sfrutta le disparità per ottenerne un vantaggio. Avrai pensato, forse con onestà, di poter arrivare in alto, per poter rappresentare la categoria delle donne al potere, convinta che i tuoi compromessi, fossero quelli di tutte.

Ma una lotta che sia davvero lotta è una lotta di classe, di genere, sociale e politica e non può essere lotta se viene incardinata nei meccanismi gerarchici, al contrario: deve soverchiarli. Seduta su quel divano, con la tua collera troppo taciuta, nascosta tutta nella mascherina, non hai rappresentato la sconfitta di una donna che combatte, ma il fallimento di un sistema basato su logiche di potere, fondato su schemi di dominio imposto a cui forse, Ursula, sei stata al gioco per un tempo troppo lungo. Sarà pur vero quello che dicono, Ursula – che se non sei al tavolo – sei sul menù. Ma hai mai pensato, cara Ursula, che quel tavolo lo potremmo ribaltare?

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