Liberare i brevetti dei vaccini anti Covid

Feb 17, 2021

Battere sul tempo il virus significa vaccinare il più possibile. Per la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri Unità l'universalità, l'equità di accesso e solidarietà sono le chiavi per uscire dalla pandemia
di Redazione

liberare i brevetti«Liberare i brevetti dei vaccini anti-Covid, per la durata dell’emergenza, per garantirne uno sfruttamento diffuso e universale. E battere così sul tempo il virus, che, diffondendosi nella popolazione, tende a mutare, col rischio di sviluppare resistenze». A chiederlo è la Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, per voce del suo Presidente, Filippo Anelli, Che si associa agli appelli già lanciati da altri scienziati e da organizzazioni come Medici Senza Frontiere.

«I brevetti sui vaccini, che, tutelando il giusto diritto alla proprietà intellettuale, costituiscono un volano per ricerca e innovazione, determinano tuttavia dei limiti nell’accesso alle cure – afferma Anelli – In questo caso, l’emergenza è tale per cui l’accesso alla vaccinazione del maggior numero possibile di persone non risponde solo ai principi etici di universalità, equità e uguaglianza ma anche a una precisa strategia di prevenzione. Dobbiamo essere infatti più veloci del virus e vaccinare gran parte della popolazione mondiale prima che l’agente patogeno, mutando, diventi resistente». Come muoversi? Anelli pensa alla strada della licenza obbligatoria. «L’articolo 31 del Trade – Related Aspects of Intellectual Property Rights (TRIPs) prevede il diritto, per gli Stati membri del World Trade Organization (Wto), di disporre, per legge, in condizioni di emergenza, l’uso del brevetto senza autorizzazione del titolare, pagando una congrua royalty – spiega Anelli  Questo permetterebbe di produrre un maggior numero di vaccini e anche di esportarli in Paesi che non hanno le strutture per fabbricarli in proprio. Le condizioni di emergenza ci sono, e l’obbligatorietà della licenza sarebbe circoscritta alla durata della pandemia».

«Prima di imporre la licenza obbligatoria, gli Stati sono tenuti a richiedere formalmente alle aziende un’autorizzazione immediata alla produzione dei vaccini, sempre dietro pagamento di un corrispettivo. Solo se i titolari negano il consenso, si può imporre una licenza obbligatoria – continua Anelli – Il fatto che alcune aziende si siano consorziate per produrre i vaccini ci rende fiduciosi nella loro collaboratività e apertura. È infatti interesse comune unirsi per uscire al più presto dalla pandemia, e mettere insieme le conoscenze può potenziare la ricerca stessa. Dobbiamo inoltre tenere presente che questi vaccini sono altamente innovativi, e richiedono industrie di supporto specializzate per produrre, ad esempio, l’m-Rna o la capsula lipidica. Invitiamo dunque i Governi e gli Organismi sovranazionali a premere per liberare i brevetti dei vaccini e, nel contempo, a prevedere congrui investimenti per compensare la ricerca già avviata e per incentivare il suo sviluppo».  «Lanciamo altresì un appello alle industrie detentrici dei brevetti affinchè mettano in comune e a disposizione della collettività – conclude il presidente Fnomceo – le loro conoscenze e competenze. Unità, universalità, equità di accesso e solidarietà sono infatti le chiavi per uscire dalla pandemia».

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