Operazione Ritorno al Futuro. Sequestro di 30 milioni

Gen 8, 2021

Ville, lusso e auto d'epoca tra Pavia e Montecarlo. La Guardia di Finanza di Bologna scopre un «un soggetto ritenuto fiscalmente e socialmente pericoloso»
di Redazione

operazione ritorno al futuroSuper sequestro in Italia e all’estero a carico di un inprenditore che amava e trafficava il lusse e le auto d’epoca. L’operazione Ritorno al futuro condotta della Guardia di Finanza di Bologna porta alla luce «un soggetto ritenuto fiscalmente e socialmente pericoloso» con «oltre 40 anni di evasione» alle spalle, utili a finanziare un’altra robusta attività commerciale consentendo un’ulteriore evasione e la produzione di altri redditi illeciti. L’uomo di fatto era indigente – avendo dichiarato negli ultimi 40 anni redditi di poco superiori ai 150mila euro a fronte invece di una ricchezza accumulata stimabile in oltre 30 milioni di euro –  adesso però gli è stato recapitato un provvedimento di sequestro di prevenzione di beni mobili, immobili, disponibilità finanziarie e quote societarie, detenuti anche all’estero.

I beni erano tutti nella disponibilità dell’imprenditore, un evasore totale formalmente residente nel principato di Monaco ma domiciliato, di fatto, in provincia di Pavia. I militari si sono attivati su delega della Procura di Pavia, per iniziativa del procuratore aggiunto Mario Venditti e del sostituto Andrea Zanoncelli, e il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Milano. Tra i beni sequestrati dal nucleo di polizia economico finanziaria di Bologna, nell’ambito dell’operazione «Ritorno al futuro», figurano 11 immobili tra cui tre complessi immobiliari di pregio nel pavese con parco, piscina e autorimessa e una lussuosa villa a picco sul mare in Costa azzurra, 38 auto di lusso tra cui diverse Bentley, Range Rover, Porsche e auto d’epoca, quote societarie e 800mila euro di liquidità.

Il provvedimento cautelare eseguito dalle Fiamme gialle bolognesi è scaturito sviluppando la precedente indagine «Mille miglia», avviata nel 2016 su delega della Procura felsinea. Nel corso delle indagini, proprio sfociate nella denuncia di 15 persone di cui una tratta in arresto, è stato appurato come l’imprenditore, solo fittiziamente residente all’estero, vendesse in Italia auto di pregio in totale evasione d’imposta, accumulando un debito verso l’erario (sia come persona fisica che attraverso le numerose società ad egli riconducibili) per oltre 100 milioni di euro. Nella sua lunga carriera criminale, i finanzieri hanno ricostruito numerosi episodi di usura, riciclaggio e bancarotta fraudolenta, oltrechè «una sistematica evasione fiscale».

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