Oscurati 102 siti che vendevano farmaci anti Covid

Dic 30, 2020

I Carabinieri del Nas hanno individuato l'offerta di medicinali contenenti principi attivi soggetti a particolari restrizioni d'uso e specifiche indicazioni d'impiego in relazione all'infezione da Sars Cov-2. Salgono a 237 i siti oscurati, 217 sono legati all'attuale emergenza sanitaria
di Redazione

Oscurati 102 siti che vendevano illegalmente farmaci anti Covid. E’ quanto emerge da una nota diramata dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute. Con questa operazione salgono a 237 i siti oscurati nel 2020, e di questi sono 217 quelli connessi con l’emergenza sanitaria. «A conclusione di una mirata operazione di vigilanza telematica contro il cybercrime farmaceutico – si legge nella nota – i militari della Sezione analisi del reparto Operativo del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute hanno dato esecuzione a 102 provvedimenti d’inibizione all’accesso (oscuramento) emessi dalla Direzione Generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico del dicastero, su proposta del citato reparto, nei confronti di altrettanti siti web collocati su server esteri e con riferimenti di gestori non individuabili, sui quali venivano effettuate la pubblicità e l’offerta in vendita, anche in lingua italiana, di svariate tipologie di medicinali che, in questi mesi, sono stati a vario titolo collegati all’emergenza Covid. Infatti, oltre a una serie di farmaci recanti varie indicazioni terapeutiche e soggetti a obbligo di prescrizione, nonchè vendibili solo in farmacia, i Carabinieri del Nas hanno individuato l’offerta in vendita di medicinali asseritamente contenenti principi attivi soggetti a particolari restrizioni d’uso e specifiche indicazioni d’impiego in relazione all’infezione da Sars Cov-2 come, soprattutto, l’antimalarico clorochina, in relazione alla quale, analogamente all’idrossiclorochina, l’Aifa in data 22 dicembre 2020 ha pubblicato una scheda aggiornata contenente elementi utili a orientare la prescrizione e a definire un rapporto tra benefici e rischi sul singolo paziente, e gli antivirali lopinavir/ritonavir, di cui la medesima Agenzia regolatoria ha sospeso l’utilizzo off label al di fuori degli studi sperimentali clinici».

Presenti, sulle vetrine virtuali anche l’antivirale ribavirin, per il quale è stato autorizzato l’uso compassionevole limitatamente a pazienti ospedalizzati con difficoltà respiratori,  l’antibiotico azitromicina, rispetto al quale l’Aifa ha diramato una scheda che offre elementi necessari per una corretta prescrizione e per valutare il rapporto tra benefici e rischi sul paziente, nonchè l’antinfiammatorio colchicina, oggetto di uno studio sperimentale nel trattamento del Covid-19. I militari si sono imbattuti anche in altri medicinali contenenti rispettivamente l’antinfiammatorio indometacina, la cui assunzione fuori stretto controllo medico può cagionare gravissimi effetti collaterali, e l’antivirale daclatasvir, offerto in rete nonostante l’EMA, a seguito del mancato rinnovo dell’autorizzazione all’immissione in commercio deciso dal titolare, ne abbia vietato l’uso in tutta l’Unione Europea. «Con i provvedimenti ora eseguiti – continua la nota – salgono a 237 i siti oscurati dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute nel corso del 2020, 217 dei quali connessi con l’emergenza pandemica. L’incessante l’attività dei Nas in relazione all’emergenza sanitaria connessa con la diffusione dell’epidemia e volta al monitoraggio dell’offerta in vendita sul web di medicinali, ha dimostrato, come già emerso in precedenti operazioni che il mercato virtuale veicolato dalla rete internet è diventato un’importante fonte di commercio e approvvigionamento di farmaci ad uso umano, molto spesso non autorizzati».

«E’ opportuno rinnovare l’invito ad attenersi solo alle indicazioni fornite dagli Organi ufficialmente preposti, consultando i relativi siti istituzionali e diffidando della presenza di offerte sul web di farmaci non autorizzati – conclude la nota del comando dei Carabinieri – La vendita e l’acquisto di medicinali con obbligo di prescrizione attraverso internet, oltre a essere vietati dalla normativa italiana, sono soprattutto estremamente pericolosi per la salute, non essendovi affatto contezza né della reale composizione degli stessi, né delle corrette modalità di produzione e conservazione, né degli effetti e delle reazioni che la loro assunzione può causare. Va, dunque, ricordato che l’offerta in vendita e la pubblicità dei medicinali senza obbligo di prescrizione (Sop/Otc) possono essere effettuati on line solo attraverso i siti di farmacie e  degli esercizi espressamente autorizzati secondo quanto previsto dal decreto legislativo 24 aprile 2006 n. 219, il cui elenco è consultabile sul sito del Ministero della Salute , riconoscibili attraverso il previsto logo identificativo Nazionale che deve essere chiaramente visibile su ciascuna pagina del sito web dedicata ai medicinali».

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