A novembre offerte di lavoro in calo del 40%

Dic 21, 2020

Salgono informatici, infermieri e personale sanitario; a picco addetti alla ristorazione, commessi e operai. In leggero recupero a Milano, Roma, Napoli e nelle regioni più industrializzate del Nord
di Redazione

A novembre offerte di lavoro in caloA novembre offerte di lavoro in calo del 40 per cento. La pandemia e le restrizioni apportate dal governo nazionale per frenare la curva dei contagi si abbatte sui lavoratrici e le lavoratori. Secondo i dati recentemente pubblicati da Applavoro.it– la startup italiana attiva dallo scorso mese di gennaio, che conta oltre 50 mila lavoratori e più di seimila aziende iscritte – le offerte di lavoro in generale pubblicate lo scorso mese sono in drastico calo rispetto a quelle di settembre e ottobre. In questo scenario le professioni più ricercate sono i programmatori e ramo IT in generale, con un raddoppio di richieste. Continua a predominare anche la ricerca di infermieri e personale sanitario in tutta Italia. Rispetto a settembre il settore della ristorazione ha subito un calo che sfiora il  90 per cento. Anche per i commessi e addetti alle vendite le prospettive non state affatto buone: le offerte di lavoro per queste professioni sono in calo del 67 per cento rispetto a settembre,  meno 50 per cento anche per gli operai generici senza una specifica competenza.

«I dati registrati sono davvero preoccupanti – spiega Marco Contemi, fondatore di Applavoro.it – Il nostro consiglio è comunque quello di non fermarsi. Anzi, bisogna sfruttare questo particolare momento e il maggiore tempo libero per migliorarsi, seguire corsi di formazione e di aggiornamento online. Molto importante anche realizzare una video presentazione professionale da inviare alle aziende, così da adeguarsi al profondo mutamento del mercato del lavoro e, quindi riuscire a focalizzarsi su quali saranno le competenze e i profili sempre più richiesti in futuro così da farsi trovare pronti per la ripartenza».

Ci sono città italiane che rispetto ad altre hanno fatto registrare cali leggermente inferiori rispetto alla media nazionale. Parliamo delle maggiori metropoli, segnatamente di Milano, Roma e Napoli. E a seguire le più regioni più industrializzate come Veneto, Emilia Romagna e Piemonte.

 

 

 

 

 

 

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