Riqualificare l’Italia. Il Wwf chiede un piano strategico per la biodiversità

Nov 26, 2020

L'urbanizzazione è a 7,64% (negli anni 50 dello scorso secolo era il 2,7%). Il consumo del suolo colpisce in prevalenza le aree agricole. «Riconoscere il giusto valore del capitale naturale»
di Redazione

riqualificare l'italia«Riqualificare l’Italia» per arrestare il declino della biodiversità, il dissesto del territorio, attraverso un piano di investimenti strategico. Tutto da realizzare con le risorse messe a disposizione dalla Commissione europea attraverso il Next Generation. Il Wwf in attesa che si definiscono i progetti per il Piano nazionale di ripresa e resilienza con i fondi assegnati all’Italia dalla Commissione Europea presenta il suo dossier. «Ad oggi – ha ricordato l’associazione – la Comunità Europea ha già stabilito che il 37 per cento dei 191,4 della Recovery and Reslience Facility debba essere destinato ad azioni per il clima e l’adattamento climatico, la Commissione Ambiente del Parlamento europeo ha chiesto di aggiungere un 10 per cento in più per ambiente e biodiversità. E il Wwf auspica che in conclusione ci sia almeno un 40 per cento per le priorità in campo ambientale.

Inoltre – secondo dati ufficiali della Commissione Europea – nonostante la crisi del 2007-2008, dal 2000 al 2015 la crescita di posti di lavoro verdi in Europa è stata sette volte superiore a quella ottenuta dal resto dell’economia. «E’ venuto il momento di riconoscere il giusto valore al nostro capitale naturale che rappresenta una parte fondamentale della ricchezza italiana – ha spiegato il presidente del Wwf Italia, Donatella Bianchi – In una recente dichiarazione il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è detto favorevole a inserire la tutela della biodiversità in Costituzione: si tratta di un percorso pienamente condivisibile ma complesso che non impedisce al nostro Paese di assumere, da subito, azioni concrete per arrestare e invertire la curva della perdita di biodiversità strettamente connessa anche alla crisi climatica. Ecco perchè una quota significativa dei contributi europei deve essere destinata a riqualificare l’Italia prendendosi cura del capitale naturale che è alle fondamenta del nostro benessere non solo economico».

 

I dati dell’Agenzia Europea sullo »Stato della Natura in Europa» ha rilevato che l’81 per cento degli habitat e il 60 per cento delle specie si trova in uno stato di conservazione inadeguato o sfavorevole. E nel dossier «Riqualificare l’Italia»- sulla base delle elaborazioni originali del gruppo di ricerca dell’Universià dell’Aquila che da anni collabora con l’associazione – il Wwf presenta un quadro della situazione di progressivo impoverimento del capitale naturale: «La copertura artificiale del territorio del Paese – attribuibile alla sola urbanizzazione – è arrivata a 7,64% (mentre negli anni 50 era il 2,7%), per una superficie superiore a 23mila chilometri quatrati, con un consumo del suolo che colpisce in prevalenza le aree agricole (66%), seguite da quelle urbane 27%) e quelle naturali (7%)».  «Il nostro territorio è  disseminato da barriere, di ostacoli alla continuità ecologica del patrimonio naturale che ne favoriscono il degrado – spiega il Wwf – Il 38% del territorio nazionale è classificato in zone ad elevata e molto elevata frammentazione, e che nella regione biogeografica Padana il 34% del territorio è a frammentazione molto alta, in quella Alpina il 46% del territorio è a frammentazione molto bassa, mentre le regioni appenniniche fanno registrare una frammentazione medio/alta e quelle costiere molto elevata».

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