«Il ruolo della mediazione sociale è irrinunciabile»

Nov 12, 2020

La sesta edizione della manifestazione «Incontriamoci, ricostruiamo il futuro» guarda oltre la pandemia e immagina come sarà il Paese e i suoi territori
di Alberto Paolucci, Segretario generale Uil Rieti e Sabina Romana

Il ruolo della mediazione socialeIncontrarsi per costruire il futuro. In questo periodo c’è bisogno di confronto e di proposte per cercare di ricucire le ferite socioeconomiche create dalla pandemia. Mai come in questo periodo il ruolo della mediazione sociale è fondamentale. In questo contesto la manifestazione «Incontriamoci, ricostruiamo il futuro» è stata un laboratorio di proposte e suggerimenti. Tutto merito degli ospiti e della loro disponibilità al dialogo. È stato grazie a loro che tradizione e cronaca si sono incontrate, armonizzate, amalgamate scandendo i ritmi della sesta edizione della kermesse sindacale.

Rieti è il centro d’Italia. Umbilicus Italiae, se preferite. È una locuzione di origine rinascimentale, che dà lustro alla città. Ma Rieti è anche una delle province del Lazio, una delle tante d’Italia. Ognuna con le sue specificità, le sue ricchezze, le sue aspirazioni. Aspirazioni che negli ultimi anni sono state negate.  E’ da qui che bisogna ripartire, a Rieti come altrove. Nelle aree industriali di crisi complessa, come in quelle più interne, da nord a sud. Vista da questa prospettiva, l’ultima edizione di «Incontriamoci» ha abbracciato idealmente tutto il Paese. Ha valicato i confini della provincia, non per dimenticarli, tutt’altro. Ha voluto oltrepassare i limiti geografici proprio per ricollocarli all’interno di una progettualità di ampio respiro, che investe il futuro dell’Italia e che parte dalla centralità della persona, delle donne e degli uomini, con i loro diritti e le loro aspirazioni,  facendo emergere in tutta la sua forza il ruolo della mediazione sociale. In linea con tutto ciò abbiamo dedicato l’apertura della manifestazione al tema del diritto alla salute della persona anziana, un confronto che si è svolto proprio nel giorno in cui – trent’anni prima – l’Assemblea generale delle Nazioni unite istituì la Giornata internazionale degli anziani.

Qual è l’idea di Paese che nascerà dopo la pandemia? Su quali principi e valori si baserà? Come offrire futuro ai giovani? Sono stati gli argomenti trattati il giorno seguente da esponenti politici e sindacali. «Solo mediazione e confronto sul recovery plan assicureranno un domani all’Italia, ha detto il Segretario generale Pierpaolo Bombardieri – Perché c’è tanto da ricostruire: dalla sanità pubblica – utilizzando i fondi del Mes – alla necessità di creare lavoro dignitoso, dalle infrastrutture materiali a quelle immateriali». In questo momento la politica deve scegliere se stare dalla parte di chi pensa che il profitto viene prima di tutto, oppure da quella che sostiene che senza lavoratori e lavoratrici non c’è impresa. E’ come chiedersi: riproponiamo lo schema degli ultimi venti anni oppure ne costruiamo insieme uno nuovo? La risposta è scontata, soprattutto se guardiamo alle disparità che il modello di sviluppo di questo scorcio di secolo ha creato tra cittadine e cittadini. E’ fuor di dubbio che le politiche liberiste abbiano concentrato la ricchezza in poche mani e aumentato il disagio e la precarietà in molti. «Serve quindi discontinuità – ha spiegato il Segretario generale del Lazio Aberto Civica – Ma occorre fare sintesi, elaborando un progetto complessivo che tenga conto delle necessità dei territori, che sia credibile agli occhi dell’Ue, e che poi assecondi la crescita strutturale al Paese».

Dal confronto nascono idee. Le idee diventano patrimonio comune. Il patrimonio comune è ricchezza. «La ricchezza però non è solo Pil – ha fatto notare il Vescovo Domenico Pompili – è anche una risorsa che chiama in causa la cultura, la salute, i territori». «E’ consapevolezza di potercela fare – ha aggiunto il Presidente della Provincia, Mariano Calisse – di riuscire a cambiare le cose, imprimendo un cambiamento alla politica». E’ coscienza di essere in una fase storica in cui bisogna ricostruire il Paese mettendo il lavoro al centro, con la sua qualità, nel segno dell’equità e della riduzione delle disuguaglianze. Dal nostro punto di osservazione abbiamo proposto l’apertura di un tavolo di confronto tra sindaci e organizzazioni sindacali per trovare soluzioni partecipate che migliorino la vita dei residenti del nostro territorio. Ma non c’è tempo da perdere, perché la pandemia ha colpito duro nella nostra provincia come altrove. E qui come altrove servono risposte concrete. «E’ una sfida che dobbiamo vincere – ha detto il deputato Pd presidente della commissione bilancio, Fabio Melilli». »A Rieti si torna ad investire – ha aggiunto, l’assessore regionale Claudio Di Berardino». Per il sindacato la strada è tracciata, gli orizzonti sono chiari: la priorità è cambiare il modello di sviluppo. Con i segretari Pierpaolo Bombardieri e Alberto Civica – che ringrazio per la vicinanza e disponibilità – siamo e saremo sempre in prima linea per ribadire che senza il ruolo della mediazione sociale è irrinunciabile.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.