Rischio carenza vaccini antinflienzali? Federfarma lancia l’allarme

Set 21, 2020

di Redazione

«Abbiamo di fronte la stagione invernale in cui aumentano le malattie respiratorie e arriva l’influenza stagionale. Il problema è come poter distinguere i sintomi da quelli del covid. C’è anche un disagio sociale dovuto a questo fenomeno. Poter distinguere una patologia dall’altra significa dover fare il tampone, ma nel frattempo stare in quarantena. Per evitare tutto questo bisogna aumentare la campagna vaccinale. La Regione Lazio normalmente faceva 1,2 milioni di dosi, quest’anno ha deciso di ampliare le fasce e fare una vaccinazione anche ai bambini tra 6 mesi e 5 anni, e di abbassare anche la fascia di età per gli adulti. Quest’anno dunque sono state chieste 2,4 milioni di dosi. Questo maggiore approvvigionamento da parte delle regioni potrebbe portare a una carenza di dosi nel normale ciclo e c’è il rischio che chi va in farmacia con la ricetta per comprare il vaccino non lo trovi. Federfarma ha fatto una serie di tavoli col Ministero della Salute per garantire un numero minimo di dosi per farmacia, si tratta di 25 dosi per farmacia. Federfarma nazionale ha chiesto di poter importare ulteriori dosi dall’estero. Poi c’è il secondo ordine di problema. La Regione Lazio raddoppia le dosi di vaccino, però i medici di medicina generale e i pediatri sono sempre gli stessi quindi sono chiamati a fare un doppio lavoro. Per questo noi farmacisti abbiamo dato la disponibilita’ per la somministrazione, magari per la fascia piu’ a rischio degli anziani. In molti Paesi del mondo la vaccinazione è delegata al farmacista. Allargare le fasce di vaccinazione per evitare la sovrapposizione dei sintomi vuol dire anche evitare di mandare in difficoltà altri settori della sanità, come quello delle Asl che fanno i tamponi». Così Andrea Cicconetti, segretario di Federfarma Roma, intervenuto ai microfoni della trasmissione «L’Italia s’è desta», condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Uno sguardo anche alla situazione dei dispositivi di protezione individuali. «La situazione mascherine ormai si è stabilizzata perchè si è avviata anche una produzione italiana – ha affermato Cicconetti – C’è una produzione di quelle chirurgiche quindi la disponibilità è massima, anche per le ffp2 non ci sono più problemi così come sul fronte alcol e gel igienizzanti. C’è una richiesta continua, quotidiana di questi dispositivi, chiaramente in forma leggermente inferiore rispetto a marzo eaprile».

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