Oltre il 70% dei giovani senza cittadinanza vorrebbe votare

Set 18, 2020

Il 40 per cento si interessa alla politica e la metà dei giovani ancora non formalmente italiani (il 47,6%) ha avuto un'esperienza partecipativa nella vita sociale del nostro paese. I risultati del sondaggio di ActionAid
di Gia. Na.

Oltre il 70 per cento dei ragazzi e delle ragazze senza cittadinanza vorrebbe poter votare alle elezioni amministrative, europee e politiche. Il 40 per cento si interessa alla politica e la metà dei giovani ancora non formalmente italiani (il 47,6%) ha avuto un’esperienza partecipativa nella vita sociale del nostro paese: con le più frequenti che sono le elezioni scolastiche (16,0%), il sindacato (10,3%) e l’associazionismo e il volontariato (9,4%). È quanto rileva il sondaggio realizzato da Quorum/Youtrend per ActionAid alla vigilia delle elezioni regionali e del voto referendario su un campione rappresentativo di uomini e donne dai 18 ai 35 anni, nati, cresciuti o residenti stabilmente in Italia ma privi della cittadinanza italiana.

Tra chi oggi vede i propri diritti civili e sociali negati dall’attuale normativa è forte il desiderio di acquisire la cittadinanza italiana: 8 su 10 dichiara la propria aspirazione. E altrettanto forte è il sentimento di appartenenza al paese in cui vivono e alla propria comunità, oltre il 70% dice di sentirsi a tutti gli effetti italiano. Tra le motivazioni espresse a prevalere eè la voglia di poter godere degli stessi diritti e opportunità dei coetanei e partecipare alla vita pubblica: il 38,8% vorrebbe uguali opportunità, il 33,6% per non avere restrizioni nell’accesso al pubblico impiego, il 21,9 per poter viaggiare senza restrizioni e il 20,7% per poter godere senza discriminazioni dei diritti sociali.  «Dal nostro sondaggio emerge chiaramente come sia forte la consapevolezza tra i diretti interessati che solo una nuova legge sulla cittadinanza equa, giusta e inclusiva può garantire a pieno titolo i diritti sociali e civili di oltre un milione e mezzo di ragazze e ragazzi che vogliono poter partecipare pienamente alla vita pubblica – dice Francesco Ferri, programma Migration ActionAid Italia – Si tratta non solo di abbattere discriminazioni e diseguaglianze, ma di riconoscere il ruolo e il valore di una parte di giovani oggi esclusa ma che chiede sempre di più di essere ascoltata. Alle elezioni mancheranno un milione e mezzo di giovani votanti che ancora non hanno il diritto di esprimersi. La diseguaglianza nei diritti legittima anche le discriminazioni e il razzismo verso chi è escluso dalla cittadinanza».

«E la percezione degli intervistati conferma l’allarme sulla nostra società: il 66,7% afferma che gli italiani in generale siano molto o abbastanza razzisti, mentre il dato sembra essere più basso tra i giovani under 30, solo il 48,3% dichiara di considerare razzisti i propri coetanei – prosegue Ferri –  ActionAid è al fianco delle attiviste e gli attivisti che si mobilitano in Italia per chiedere la modifica dell’attuale legge sulla cittadinanza, che rende discriminatorie le nostre istituzioni. Con l’obiettivo di far sentire la propria voce è nato il sito web dove poter votare simbolicamente per il Referendum del 20 e 21 settembre. Chi invece ha già il diritto di voto potrà adottare il voto di un italiano o italiana senza cittadinanza condividendo con l’hashtag #ilmiovotovale2G una foto con la tessera elettorale insieme alla persona adottata. Gli attivisti danno appuntamento in piazza Colonna a Roma domenica 20 e lunedì 21 dalle 10 alle 12 con un’azione simbolica di gruppo per reclamare il diritto al voto. La richiesta di una nuova legge verrà rilanciata alla politica il prossimo 3 ottobre con una manifestazione nazionale a Roma dove attivisti e associazioni saranno insieme per ribadire l’urgenza della riforma».

 

 

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