Aule Natura. Il progetto del Wwf per la scuola in sicurezza

Set 8, 2020

di Redazione

A una settimana dall’apertura della scuola continua la discussione su come far riprendere in sicurezza le attività educative agli studenti italiani che si trovano ad affrontare il proprio percorso di studi nel mezzo di una emergenza sanitaria senza precedenti e quando il contagio da Covid-19 è ripreso a ritmi più alti rispetto ai primi mesi dell’estate. Proprio per garantire spazi educativi qualificati e sicuri, il Wwf Italia chiede di prendere in considerazioni gli spazi esterni degli istituti scolastici italiani che potrebbero essere utilizzati come aule all’aperto, in grado di garantire la sicurezza degli studenti oltre che arricchire l’offerta educativa grazie a lezioni a stretto contatto con la natura. Da una stima elaborata dall’associazione ambientalista emerge che negli edifici scolastici esistono più di 64,5 milioni di metri quadrati di spazi esterni che – se adeguatamente attrezzati – potrebbero essere utilizzati per migliorare la sicurezza e la qualità della didattica. Secondo i dati attualmente disponibili sappiamo che solo nei comuni capoluogo di provincia per ogni alunno sono disponibili circa 8,5 metri quadrati di giardini scolastici con una distribuzione maggiore al Nord (11 metri quadrati per alunno), tendenzialmente in linea con la media nazionale al Centro (8,7 metri quadrati per alunno) e un po’ inferiore al Sud (circa 6 metri quadrati di verde scolastico per alunno). Con un rapido calcolo sulle superfici medie, garantendo uno spazio di sicurezza di 3,5 metri quadrati per alunno i cortili scolastici permetterebbero di accogliere in sicurezza più del doppio della popolazione studentesca del nostro
Paese.

Il Progetto Aule Natura. Per attrezzare gli spazi all’aperto degli edifici scolastici il Wwf Italia ha lanciato il progetto Aule Natura con l’obiettivo di realizzare in via sperimentale alcune aule all’aperto all’interno di alcuni istituti scolastici individuati attraverso un confronto con il Ministero dell’Istruzione. Il progetto prevede la costruzione di strutture verdi di supporto alla didattica in grado di garantire la delimitazione di uno spazio e l’opportuno distanziamento tra gli alunni. Aule Natura prevede poi la realizzazione di differenti micro-habitat (stagno, siepi, giardino) in cui osservare direttamente non solo le diverse forme di piante e animali, ma anche scoprire le relazioni che li legano tra di loro, attirando in particolare insetti e uccelli, offrendo luoghi rifugio alla piccola fauna, allestendo un orto didattico. Per avviare la sperimentazione il Wwf chiede a tutti i cittadini di sostenere il progetto Aule Natura che ha l’obiettivo di migliorare la sicurezza e la didattica delle scuole italiane. E’ possibile sostenere il progetto cliccando su questo link. L’adozione di lezioni in ambiente aperto permette di migliorare la qualità dell’apprendimento superando quello che diversi studiosi hanno definito come disturbo da deficit di natura che comporta disattenzione, svogliatezza, noia, persino ansia e depressione oltre ai tradizionali pericoli legati alla sedentarietà.

«I ricercatori sono sempre più convinti che alcune malattie in rapida ascesa tra i giovani come obesità, asma, allergie, depressione, alcune manifestazioni dell’autismo e persino la sindrome da Deficit di attenzione e iperattività (Adhd)  siano in correlazione con le nuove dinamiche sociali per cui i ragazzi passano la quasi totalità del loro tempo seduti, a scuola, in auto o a casa davanti a uno schermo – si legge sul sito dell’associazione ambientalista – In un mondo reso completamente artificiale non siamo più in grado di vivere un’esistenza equilibrata, in movimento negli spazi aperti con tutti i cinque sensi stimolati e al lavoro per farci fare un’esperienza della vita che sia completa. Con questa deprivazione sensoriale e motoria non possiamo pensare di evolvere né come individui né come collettività. Proprio nell’anno in cui si festeggiano i 150 anni dalla nascita di Maria Montessori sarebbe un bel segnale recuperare la parte del metodo che poneva particolare attenzione agli spazi naturali e ai contesti dell’apprendimento elementi fondamentali del progetto educativo. In questo contesto recuperare la funzione del verde scolastico permetterebbe non solo di riprendere le lezioni con un maggiore livello di sicurezza ma anche un evidente vantaggio pedagogico per la formazione dei cittadini di domani».

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